Come convincere la banca a produrre una liberatoria completa e corretta?

Mio padre ha in essere un finanziamento, garantito da ipoteca sulla casa, ma per diverso tempo ha fatto fatica a pagarlo (è rimasto indietro di 10 rate). A settembre la banca lo ha contattato per comunicargli che avrebbe valutato un'eventuale proposta di saldo e stralcio. A seguito della nostra proposta, è appena arrivata lettera di accettazione.

Nella lettera la banca comunica che, se verseremo l'importo pattuito, la stessa si impegna a non aver più nulla a che pretendere e a cessare di inviare segnalazioni alla centrale rischi della banca d'italia. Non vi è però il benché minimo riferimento all'ipoteca sull'immobile e all'autorizzazione per la sua cancellazione. Lo stesso vale per la liberatoria che mi è stata letta al telefono. E' possibile che, senza avere nulla di scritto, sorgano problemi con la cancellazione dell'ipoteca successivamente al pagamento?

Inoltre la lettera di accettazione riporta l'importo del debito originario e l'importo che verrebbe accettato a saldo e stralcio. Avendo letto diversi articoli in cui consigliate di far includere nella liberatoria l'espressa rinuncia, ai sensi dell'art. 1236 del codice civile, per effetto dell'accordo transattivo a saldo e stralcio, alla differenza tra importo dovuto e importo corrisposto dal debitore, ho chiamato il referente della banca per chiedere se fosse possibile inserire questa dicitura. Per tutta risposta mi è stato detto che la banca non si mette a modificare le liberatorie su richiesta dei debitori e che se non mi piace come redigono le quietanze posso tranquillamente tornare a pagare il mutuo con fatica.

Ho cercato di spiegare che serve solo a non farci avere problemi con la cancellazione dei dati dalla centrale rischi, ma mi ha detto che loro non hanno mai avuto problemi e che se mi sta bene è così se no non se ne fa niente.

Esiste una legge o un modo per pretendere che la banca inserisca nella liberatoria questa frase?

Vogliono la lettera controfirmata entro martedì 26.11.19 e non so a chi chiedere tutte queste cose... ho paura che firmando mio padre si metta in guai ancora più grossi.

L'accordo con il quale la banca dichiara di non aver più nulla a che pretendere, nella situazione di morosità descritta è sufficiente ad evitare una eventuale comunicazione al debitore di Decadenza dal Beneficio del Termine (DBT) con conseguente espropriazione immobiliare e, pertanto, va sottoscritto senza indugi.

Estinguendosi l'obbligazione sottostante ex articolo 2878, comma 2 del codice civile, anche l'ipoteca potrà essere cancellata a cura del debitore, esibendo la liberatoria, in caso di necessità di vendita infra ventennale dell'appartamento (dopo i vent'anni dall'iscrizione di ipoteca, questa si estinguerà automaticamente).

L'accordo con il quale la banca si impegna a cessare di inviare segnalazioni alla Centrale Rischi (CR) della Banca d'Italia garantisce che il debito residuo sarà postato a perdita in bilancio e, decorsi 36 mesi dalla sottoscrizione dell'accordo, non resterà più traccia della posizione debitoria di sofferenza del mutuo ai tempi concesso a suo padre, dal momento che non sarà più obbligatorio, per il creditore, segnalare mensilmente la posizione in sofferenza.

L'omessa menzione al debito rinunciato ex articolo 1236 del codice civile, comporterà esclusivamente che il debitore, in questi 36 mesi di sopravvivenza della segnalazione, non potrà esigere che venga annotato, a margine della posizione censita, l'integrale rimborso del debito.

Ma si tratta di un dettaglio che può essere di assoluta importanza per un operatore commerciale o per un consumatore che in tale periodo di tempo, abbia assoluta necessità di attingere ulteriormente al credito.

Pertanto, le suggeriamo di cogliere al volo l'occasione che si è presentata, senza insistere più di tanto su dettagli nel contesto illustrato non determinanti. Si controfirmi l'accordo a saldo stralcio!. Peraltro, anche il contenuto della liberatoria fa parte di una autonoma contrattazione fra le parti, e l'una non può pretendere l'inclusione di postille nella liberatoria, contro la volontà dell'altra.

24 novembre 2019 · Marzia Ciunfrini

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