Eredità con beneficio di inventario e crediti privilegiati


Un mio amico, che avevo ospitato a casa mia e quindi con me convivente, è morto un mese fa: ho poi scoperto che ha lasciato un conto corrente con circa 50 mila euro di saldo. I suoi quattro figli hanno accettato l’eredità con beneficio di inventario.

Io, pensando fosse nullatenente e per evitare di chiedere ai figli, ho pagato (e conservato fattura) per il suo funerale. Inoltre, circa quattro mesi mesi fa, visto che soffriva di appendicite e la lista di attesa in ospedale era lunga, per evitare di farlo soffrire ed ignorando la disponibilità in conto corrente, gli ho anche pagato la degenza e le spese di intervento in una clinica romana.

Posso recuperare qualcosa dagli eredi, anche se hanno accettato con beneficio di inventario? Alla mia richiesta mi hanno riferito che ci sono già altri creditori in coda per somme che sono superiori a quanto lasciato dal de cuius.

Conviene recapitare subito, a ciascuno degli eredi che hanno accettato con beneficio di inventario, raccomandata AR in piego in cui si esplicitano, nel dettaglio, le somme chieste in restituzione per le esequie del de cuius e per le spese di intervento, cura e degenza presso la struttura sanitaria sostenute a favore del loro congiunto prima del decesso.

La circostanza che altri creditori abbiano già chiesto il ristoro di importi a debito, a carico dell’eredità beneficiata, complessivamente superiori a quanto lasciato dal de cuius, non è rilevante.

Infatti, l’articolo 2751 del codice civile dispone fra l’altro che le spese funebri nonché le spese sanitarie per patologie che hanno interessato il debitore negli ultimi sei mesi di vita, sono assistite da privilegio rispetto ad altre pretese creditorie.

8 Ottobre 2019 · Marzia Ciunfrini



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