Chiusura conto corrente in rosso negata dalla banca – Qual è la procedura per adire l’Arbitro Bancario Finanziario?

Torno ancora a chiedervi informazioni riguardo a questo argomento: nel conto corrente bancario ho un fido di 2 mila e 500 euro e una carta con un credito massimo disponibile di 2 mila e 700 euro, entrambi impegnati integralmente. Ho chiesto alla banca che, viste le difficoltà economiche venisse rateizzato, la quale ora, dopo oltre 20 giorni dalla richiesta, mi comunica che non è possibile e mi tiene il conto bloccato dove non passano nè bollette nè mutuo. (Prima mi fa credere di si, e mi fa spendere ulteriori soldi in marche da bollo).

Allora io chiedo oggi, la possibilità di chiudere il conto in modo da evitare ulteriori spese sul conto che, di fatto non posso più utilizzare e mi viene assolutamente negato, dicendo di versare dei soldi quando posso sul conto, tramite lo sportello in quanto non potrei neppure fare un bonifico.

In poche parole dovrei versare dei soldi che verrebbero trattenuti in gran parte per coprire interessi vari.

Ora Vi chiedo: è possibile ciò? Se, secondo Voi è possibile chiudere questo conto, potreste indicarmi in quale modo posso fare, citando eventualmente una normativa che lo preveda?

Meno male che almeno ho provveduto in extremis a trasferire lo stipendio secondo quanto mi è stato da Voi consigliato, e dire che non volevo farlo pensando di fare un torto alla banca.

Quello che secondo noi è possibile o non possibile fare in un contenzioso legale conta ben poco, purtroppo.

Al cliente è riconosciuto il diritto di recedere in ogni momento dal contratto di conto corrente, senza penalità e senza spese, sulla base di quanto disposto dall’articolo 120-bis TUB, anche in presenza di un eventuale saldo debitore nel momento di esercizio del relativo diritto (vedasi, fra le altre, la decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario numero 825/2011).

Tuttavia, è legittimo il rifiuto della banca alla chiusura del conto corrente se le parti hanno espressamente pattuito, ad esempio, nell’ambito di un contratto di mutuo, che l’operazione deve essere regolata attraverso il conto corrente acceso presso la banca: con tale clausola il cliente sostanzialmente rinuncia, fino a che il mutuo fosse risultato in ammortamento, ad avvalersi del potere di recedere dal contratto (In questi termini si è espresso l’Arbitro Bancario Finanziario nella decisione 6045/2014).

Pertanto, se non si trova nella condizione in cui la chiusura è impedita da contratti sottoscritti e diversi da quello di conto corrente (mutuo, carta revolving eccetera) può rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario per ottenere soddisfazione delle sue ragioni.

Deve innanzitutto presentare, con raccomandata A/R, formale reclamo all’istituto bancario chiedendo le motivazioni della mancata chiusura del rapporto di conto corrente a fronte di una specifica istanza (da presentare anche questa per iscritto).

Decorsi 30 giorni dal ricevimento della raccomandata AR da parte della banca inadempiente, in mancanza di una risposta o a fronte di una ulteriore conferma della volontà della banca di non procedere all’estinzione del rapporto di conto corrente, potrà procedere a presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

La procedura di ricorso all’ABF è molto semplice, il dossier può essere trasmesso per posta e non è necessaria l’assistenza legale. Serve solo saper riportare con dettaglio e chiarezza i fatti nell’istanza. Va poi allegata tutta la documentazione a supporto degli eventi descritti in ricorso.

25 Ottobre 2016 · Marzia Ciunfrini

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