Vorrei chiudere il conto corrente, ma è in rosso e la banca si rifiuta – C’è qualcosa che posso fare?

Ho un conto corrente, purtroppo in rosso per una serie di vicissitudini che non sto qui a raccontare: la banca mi ha risposto che il conto corrente resterà aperto fino a quando non ripianerò il debito. Ma in questo modo, non avendo soldi per pagare, il debito si accrescerà nel tempo con le spese di gestione. La banca è nel giusto? C’è qualcosa che posso fare?

Secondo la giurisprudenza dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) il titolare di contratto di conto corrente ha diritto ad ottenere la chiusura dello stesso mediante semplice dichiarazione di volontà indirizzata alla banca.

L’articolo 1855 del codice civile, infatti, prevede che se l’operazione regolata in conto corrente è a tempo indeterminato ciascuna delle parti può recedere dal contratto, dandone preavviso, di norma, nel termine di quindici giorni.

In più di una occasione, l’ABF ha chiarito che la cessazione del rapporto di conto corrente si produce per effetto della semplice dichiarazione del cliente formulata alla banca, indipendentemente dalla sussistenza di un saldo negativo del conto.

Pertanto è illegittima la prassi di rifiutare la chiusura del conto corrente e mantenere in vita il rapporto in ragione dell’esistenza di un saldo negativo a carico del cliente.

Lei potrà chiedere la detrazione dal saldo negativo degli importi che, eventualmente, le dovessero essere addebitati per le spese di tenuta del conto successivamente alla data in cui quest’ultimo avrebbe dovuto essere estinto (al massimo quindici giorni dopo l’istanza di cessazione del rapporto di conto corrente).

Per raggiungere lo scopo il suggerimento è quello di inoltrare da subito, alla banca, con raccomandata AR, istanza di reclamo al diniego di chiusura del conto corrente con diffida di storno delle ulteriori spese di gestione che dovessero essere addebitate all’attuale saldo negativo.

Qualora, nel termine di trenta giorni, la banca continuasse a insistere nella decisione di non procedere alla chiusura del rapporto di conto corrente o qualora la sua istanza dovesse essere elusa con il silenzio, allora potrà rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario: si tratta di una procedura semplice, che costa al massimo 20 euro più le spese di invio, tramite posta, di una memoria che descrive gli eventi in parole semplici. Non è necessario alcun supporto legale.

Qui le istruzioni da seguire per presentare il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

14 Ottobre 2017 · Patrizio Oliva

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