Non è facile come potrebbe sembrare uscire da un pignoramento e cambiare lavoro

Ho un pignoramento presso terzi direttamente trattenuto sulla basta paga che non è mai uguale perché ci sono mesi che lavoro poco e il quinto che prendono è più basso. Vorrei cambiare lavoro anche per questo motivo, ma con questo problema temo di non essere assunta da nessuno come posso fare? Su internet ci sono tante agenzie che vantano di aiutare le persone come me in difficoltà, ma è vero? Avevo fatto una proposta per chiudere il debito io, non potendo permettermi un avvocato e visto che ormai il giudice aveva emesso il pignoramento, ma neppure mi hanno risposto. Sono condannata a vita o posso pagare il debito in un altro modo e uscire da questo incubo del pignoramento dovuto poi a una firma di garanzia a mio padre che poi non ha potuto pagare.Se vengo licenziata o la ditta chiude invece che succede?Grazie a chi mi risponderà.

A quanto ci sembra di capire, lei teme che, una volta dimessasi dall’attuale impiego, un eventuale nuovo datore di lavoro, prima di assumerla, indaghi sul suo nominativo e apprenda del pignoramento azionato nei suoi confronti, decidendo di non offrirle un contratto di lavoro anche perchè, prima o poi, sarebbe chiamato come terzo pignorato, in una nuova azione esecutiva a carico del dipendente debitore dimessosi prima del rimborso integrale del credito azionato.

Se questa ipotesi è corretta, nessuno potrà aiutarla: infatti, anche ammesso che lei riesca a pagare in unica soluzione ed integralmente il debito da cui ha avuto origine il pignoramento, ottenuta la liberatoria dal creditore relativa all’estinzione del debito e presentatala al gestore della centrale rischi in cui il suo nominativo è attualmente censito, non riuscirebbe comunque a risolvere il problema.

Infatti, il trattamento di informazioni legate ad eventi negativi provenienti da fonti pubbliche (il tribunale, nella fattispecie) è soggetto ad un limite temporale di conservazione da parte del fornitore del servizio (CRIF o Experian Cerved solo per citare due società operanti nel settore) che, nel caso di atti pregiudizievoli come il pignoramento, è pari a dieci anni dalla data della loro trascrizione, fatta salva l’eventuale estinzione del pignoramento prima di tale termine, nel qual caso l’annotazione dell’avvenuta estinzione verrà conservata, comunque, per un periodo di ulteriori due anni (articolo 7, punto 4, lettera b, del Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale – provvedimento 479/2015 dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali).

Dunque, si metta pure l’anima in pace e non butti quattrini affidandosi ad agenzie che sono solite promettere cancellazioni che non possono mantenere. Consideri che il creditore, a meno che non si trovi con l’acqua alla gola, potrebbe essere disinteressato a barattare i tempi di attesa con una decurtazione del capitale assegnatogli dal giudice: provi ad alzare l’offerta (attingendo anche dalla liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto) nella prospettiva che, con l’annotazione dell’estinzione del pignoramento, il nuovo datore di lavoro possa anche chiudere un occhio su quanto accaduto in passato.

17 Novembre 2018 · Ludmilla Karadzic

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