Pignoramento dello stipendio per 1/8 ma il datore di lavoro continua ad accantonare il quinto

A mio marito, ad ottobre 2018, viene emesso un atto di pignoramento presso terzi di 1/5 dello stipendio, il datore di lavoro inizia ad accantonare in attesa di udienza, il 21 gennaio 2019 mio marito si presenta davanti al giudice il quale decide che la somma da pignorare sia di 1/8 e non più il quinto e che venga restituita la somma di di differenza accantonata fino ad ora. Arriva lo stipendio e troviamo la sorpresa: pignoramento del quinto con un debito residuo maggiore di quello deciso dal giudice e nemmeno un centesimo del rimborso. Possiamo agire in qualche modo? A chi possiamo rivolgerci per ottenere quanto deciso dal giudice? Avrebbe senso andare direttamente dal giudice a chiedere visto che non sono state rispettate le sue direttive?

Il datore di lavoro, quando gli viene notificato un atto di pignoramento della retribuzione del dipendente debitore, è obbligato, per legge ed in qualità di custode, ad accantonare un quinto della busta paga fino al raggiungimento di una somma pari a quella precettata dal creditore aumentata della metà oppure fino al decreto di assegnazione del giudice che fissa la quota effettivamente pignorabile e l'entità del debito residuo.

Ora, può darsi che al datore di lavoro non sia stato ancora notificato il decreto di assegnazione del giudice oppure che l'ufficio del personale non abbia fatto in tempo a configurare il software che elabora le buste paga in base ai nuovi parametri emersi con il decreto di assegnazione.

Molto probabile, pertanto, che le cose, compresa la restituzione delle somme accantonate in eccedenza rispetto alla quota di 1/8 decisa dal giudice, vadano a posto con la busta paga di febbraio.

6 febbraio 2019 · Simone di Saintjust

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