Famiglia anagrafica e nucleo familiare per una coppia di coniugi non conviventi

Io e la mia compagna stiamo effettuando le pratiche per il matrimonio in Comune rito civile: attualmente abbiamo le residenze diverse, io da solo e la mia compagna non ha mai cambiato la residenza dalla nascita, e quindi risulta ancora con i suoi genitori.

L’articolo 144 del codice civile prevede che i coniugi concordino tra di loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi.

Per motivi personali la mia compagna non può cambiare residenza, e quindi risulta domiciliata presso la mia residenza. Se per esigenze lavorative di entrambi noi futuri coniugi l’indirizzo di residenza e della vita familiare coincida con il mio questo va dichiarato successivamente al matrimonio?

Se si, questa dichiarazione in automatico fa spostare la residenza della mia compagna oppure al momento della dichiarazione risulteremo coniugati ma con due residenze diverse? Se, risultando coniugi con residenze diverse, poi avremo un figlio, quest’ultimo che residenza avrebbe? Quella famigliare cioè la mia oppure quella della madre e quindi con i nonni? Se quest’ultima ipotesi, il nucleo familiare come sarebbe composto?

L’articolo del codice civile da lei citato indica, semplicemente, che la la residenza coniugale, o familiare, nel caso di coniugi non conviventi, va fissata di comune accordo.

Tale residenza familiare non deve essere dichiarata allo stato civile: due coniugi non conviventi avranno certificazioni anagrafiche (stato di famiglia) diverse: ciascuno dei due coniugi verrà incluso nello stato di famiglia insieme alle persone che con lui convivono e che formano la propria famiglia anagrafica. Un eventuale figlio sarà incluso nella famiglia anagrafica (stato di famiglia) del genitore con cui il figlio convive.

Dunque, due coniugi non conviventi avranno residenze diverse, il figlio della coppia avrà la residenza del genitore con cui convive. La scelta della residenza coniugale o familiare comune, non influisce, in alcun modo, nelle registrazioni dell’anagrafe della popolazione residente.

Ma, allora, quando entra in gioco la residenza coniugale o familiare?

La residenza familiare, o coniugale, entra in gioco, per fare un esempio, ai fini fiscali (si pensi al concetto di prima casa, rilevante per le relative agevolazioni).

Oppure, la residenza familiare per coniugi non conviventi entra in gioco, quando la coppia di coniugi intende accedere ai benefici sociali previsti dalla legge (per i coniugi stessi o per i figli) e condizionati dalla presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) finalizzata all’individuazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). La legge stabilisce che due coniugi con residenze diverse devono appartenere, comunque, al medesimo nucleo familiare (il concetto di nucleo familiare di differenzia, dunque, dal concetto di famiglia anagrafica attestato dallo stato di famiglia). Nella DSU/ISEE dovrà essere indicata la residenza del nucleo familiare: in base all’articolo 144 del codice civile i due coniugi dovranno sceglierla insieme, optando per quella del marito o quella della moglie. La presentazione della DSU/ISEE rappresenta dichiarazione, implicita, della scelta effettuata.

Per finire, nell’ipotesi che il marito viva da solo, e la moglie continui a convivere insieme al proprio figlio con i propri genitori, avremo queste fattispecie:

– stato di famiglia (o famiglia anagrafica) del padre: solo il padre;
– stato di famiglia (o famiglia anagrafica) della madre e del figlio: madre, i genitori della madre, il figlio della coppia coniugata;
– nucleo familiare ai fini DSU/ISEE qualora la scelta della residenza familiare sia quella del padre: padre, madre, figlio;
– nucleo familiare ai fini DSU/ISEE qualora la scelta della residenza familiare sia quella della madre: padre, madre, figlio e genitori della madre.

7 Dicembre 2018 · Genny Manfredi

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