Procedura esecutiva: momento migliore per una trattativa?

Un legale di mia conoscenza mi ha suggerito di attendere l’atto di precetto per avviare una trattativa transattiva con la banca, anche per vedere se effettivamente mi attaccherà (sono un dipendente di una piccola azienda anche se a tempo indeterminato, senza beni intestati). Nel mio caso, vi è stata a febbraio una sentenza che mi vede soccombente per 50 mila euro più interessi. Può essere vantaggioso attendere oppure anticipare la mossa della banca?

Il suggerimento dell’avvocato mi sembra ottimo: tuttavia, per avere qualche chance di successo è necessario avere sangue freddo e propensione al bluff come in una partita a poker.

In questo senso, anticipare la mossa della banca può pregiudicare il buon esito di una trattativa: il creditore dispone già di una sentenza in suo favore, e se solo percepisce anche l’ansia del debitore nel voler chiudere la partita, sarà portato a presumere l’esistenza di qualche suo interesse economico patrimoniale (oltre allo stipendio) da tutelare, riservandosi l’azione esecutiva.

Deve comunque essere consapevole che la banca, nella maggior parte dei casi, non ha bisogno dei soldi che lei deve, per cui potrebbe preferire recuperarli tutti, anche in tempi lunghi, attraverso il pignoramento della retribuzione del debitore. Peraltro, l’approccio con i mutui è molto simile.

20 Ottobre 2017 · Ludmilla Karadzic

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