Prima casa, a rischio pignoramento se si vive all’estero?

Ho ereditato un 1/3 di casa da mia mamma deceduta: all’interno vive il marito con diritto di usufrutto a vita mentre gli altri 2/3 sono di proprietà di mia sorella. Io ho preso la residenza li in quanto ho un debito con Agenzia Entrate (Ex Equitalia) di circa 70.000 prevalentemente Irpef (è una storia lunga..). Essendo residente, secondo normativa sotto 120.000 non possono procedere al pignoramento. Al momento vivo fuori Italia, nella comunità europea, ed essendo disoccupato ho necessità di farmi assumere qui all’estero. Per quanto riguarda i documenti qui non ci sono problemi. Non voglio iscrivermi all’AIRE e quindi sono consapevole che eventualmente dovrò pagare in Italia le tasse per differenza.
La domanda è la seguente: posso vivere e lavorare all’estero mantenendo la residenza attuale e contemporaneamente avere un “domicilio” estero senza che mi venga pignorata la mia parte di casa in quanto non fisicamente presente? So che è complicata.. Grazie mille.

Sono obbligati ad iscriversi all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) i cittadini italiani che si recano all’estero per un periodo di tempo superiore (o pari) ad un anno.

L’articolo 76 del DPR 602/1973 (Espropriazione immobiliare) dispone che il concessionario della riscossione (Agenzia delle Entrate Riscossione – ADER) non dà corso all’espropriazione se l’unico immobile di proprietà del debitore, con esclusione delle abitazioni di lusso (categorie catastali A8 e A9) è adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente.

La stessa norma aggiunge che se, invece, il debitore non risiede nell’immobile di proprietà, ADER può procedere all’espropriazione immobiliare solo se l’importo complessivo del credito per cui procede supera i centoventimila euro.

Possiamo anche aggiungere che, in ogni caso, sarebbe molto difficile piazzare all’asta la quota di 1/3 di proprietà indivisa di un immobile su cui grava anche un diritto di abitazione a favore di un terzo.

Fatte queste precisazioni, se ne ricava che seppure lei si iscrivesse all’AIRE, il terzo della casa ereditata non sarebbe soggetto ad espropriazione immobiliare qualora l’ammontare del debito risultasse inferiore (come sembra essere, da quanto riferisce) ai 120 mila euro.

24 Agosto 2018 · Carla Benvenuto

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