Prescrizione dei contributi dovuti per la ricostruzione della carriera

Sono un insegnante che settembre del 2017 è andato in pensione: il 5/12/18 ricevo una raccomandata dal ministero delle finanze che mi dice che a causa della ricostruzione della carriera devo allo stato 1500 euro per assegni in più riscossi dal primo luglio 1996 al 31 dicembre 1999 per l’applicazione del decreto 3301/2017 emesso da ufficio scolastico regionale della Lombardia.

Ma dopo 20 anni non è andato tutto in prescrizione?

Non siamo in grado di esaminare il decreto regionale citato: possiamo solo presupporre che si tratti, come già avvenuto spesso nella PA, di un provvedimento favorevole al soggetto posto in quiescenza, al quale si chiede solo il rimborso dei contributi non versati negli anni addietro e recentemente anticipati dalla Pubblica Amministrazione (e quindi non c’è prescrizione), peraltro senza sanzioni di ritardato pagamento, che hanno permesso la ristrutturazione della sua carriera e la conseguente possibilità di percepire il livello di rateo che le è stato erogato quando è andato in pensione.

Non è possibile contravvenire ad un decreto ministeriale recente, in base al quale è stato disposto un anticipo forzoso a favore dell’INPS, senza penalità, il cui diritto alla restituzione non è prescritto: ma se, per pura ipotesi, il pensionato avesse potuto scegliere di non versare quanto richiesto dalla PA che ha anticipato i fondi previdenziali, avrebbe dovuto poi rinunciare ad una congrua fetta della pensione attualmente percepita e paradossalmente, avrebbe dovuto anche restituire quanto percepito in più negli ultimi cinque anni.

10 Gennaio 2019 · Tullio Solinas

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