Prescrizione contributi previdenziali INPS dovuti sul maggior reddito IRPEF accertato da Agenzia delle Entrate

Ho ricevuto a gennaio 2019 addebito inps per l'anno 2012 a seguito di accertamento agenzia delle entrate: è già intervenuta la prescrizione?

Secondo una recente sentenza della CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA N. 19640 DEL 24 LUGLIO 2018 il debito sarebbe già prescritto cosa ne pensate?

Come è tristemente noto, l'Agenzia delle Entrate ha il compito di verificare i dati denunciati dai contribuenti nella dichiarazione dei redditi: in relazione al maggior reddito eventualmente accertato nei confronti dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e liberi professionisti iscritti alla gestione separata) devono essere calcolati anche i contributi previdenziali (addizionali) dovuti.

Sappiamo anche che il termine di prescrizione per la riscossione coattiva dei contributi previdenziali accertati dall'INPS è quinquennale. Ma, naturalmente, la prescrizione, in base all'articolo 2935 del codice civile, soprattutto qualora venisse accertato un maggior reddito da parte dell'Agenzia delle Entrate comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto (dell'INPS) può essere fatto valere. Nella fattispecie, da quando l'accertamento effettuato da Agenzia delle Entrate riguardo il maggior reddito Irpef effettivamente conseguito dal contribuente è divenuto definitivo, ovvero decorsi sessanta giorni dalla notifica dell'avviso, in caso di inadempimento, oppure dal giorno in cui vi è stata acquiescenza da parte del debitore o, ancora dalla data della sentenza di un eventuale ricorso tributario (nel qual caso la prescrizione del diritto da parte dell'INPS di riscuotere coattivamente i contributi dovuti dal debitore diventa addirittura decennale).

La citata sentenza della Corte di cassazione 19640/2018, a parte il contesto affatto diverso da quello che qui si affronta (non c'era stato, nei fatti sottoposti all'esame nei tre gradi di giudizio, un maggior reddito accertato dall'Agenzia delle Entrate e il contenzioso riguardava la riscossione coattiva dei contributi previdenziali INPS da parte di Equitalia Nord, rimasta inattiva dopo il mancato pagamento della seconda rata di un piano di rientro concordato), pur sembrando contraddire quanto sopra esposto, si limita ad affermare (si veda ragione decisione rubricata al punto 2.1) - richiamando una precedenza sentenza della Suprema Corte (la 13463/2017) - che il momento di decorrenza della prescrizione dei contributi in questione [contributi a percentuale n.d.r.] ai sensi dell'articolo 3 della legge 335/1995, deve identificarsi con la scadenza del termine per il loro pagamento e non con l'atto, eventualmente successivo - ed avente solo efficacia interruttiva della prescrizione anche a beneficio dell'Inps - con cui l'Agenzia delle Entrate abbia accertato, ex articolo 1 del decreto legislativo 462/1997, un maggior reddito.

Quindi, in completa aderenza a quanto affermato in apertura di questa risposta al quesito. Ne discende che per correttamente individuare la data di decorrenza della prescrizione quinquennale per la notifica dell'avviso di addebito INPS del gennaio 2019 (ma si faccia attenzione alla data di affidamento al servizio postale dell'avviso di addebito INPS - è quella la data utile per il notificante) bisogna conoscere la data di notifica al contribuente dell'avviso relativo al maggior reddito IRPEF accertato da parte dell'Agenzia delle Entrate.

14 febbraio 2019 · Annapaola Ferri

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