Pignoramento stipendio e passaggio in pensione – Come funziona?


Sto andando in pensione ed ho un pignoramento gravante su busta paga di 140 euro circa per 12000 euro circa: ho sentito che la società che mi ha fatto il servizio col pignoramento, dovrebbe prelevare il 20% dalla liquidazione (che prenderei fra due anni), ma anche da altri emolumenti che dovrei ricevere dall’ex datore di lavoro e qualsiasi altra entrata.

Praticamente, se riceverò fra due anni un TFR di 35 mila euro tratterranno solo il 20% di 35000 ovvero 7000 e continueranno dalla pensione o preleveranno i 12 mila totali che ho appena iniziato a pagare, dai 35000 totali?

Se riceverò altre somme tratterranno anche da quelle il 20%?

In effetti, le somme dovute a titolo di stipendio, e altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento o di trattamento di fine rapporto (TFR), possono essere pignorate nella misura di un quinto.

Così dispone l’articolo 545 del codice di procedura civile.

Nella fattispecie, qualora venisse pignorato lo stipendio per il rimborso di un debito di 12 mila euro (comprensivo di interessi di mora e spese legali), al momento del passaggio in pensione, posto che il TFR spettante ammonta a 35 mila euro, verranno prelevati ulteriori 7 mila euro. Detto X l’importo trattenuto complessivamente sugli stipendi erogati dal momento del pignoramento a quello di passaggio in pensione, resterà un debito residuo di (5 mila – X) euro, che il creditore potrà recuperare con un successivo pignoramento verso INPS.

12 Ottobre 2019 · Ludmilla Karadzic

I 35000 di cui parlavo come incentivo all’esodo sono lordi e comprensivi di stipendi contributi etc. la trattenuta sarà fatta sui 35000 al lordo del 23% di irpef e quindi 7000 euro, oppure su sul netto dei 23% e quindi su 26950 e prelevando euro 5390? Sinceramente se nella realtà prenderò 26950 sarebbe giusto che il quinto per il pignoramento mi venisse fatto sulla somma reale che andrò a percepire.

Tranquilla signora: il prelievo del quinto è sempre riferito a quanto percepito dal debitore al netto degli oneri fiscali e contributivi. Peraltro, se la trattenuta fosse al lordo di tasse e contributi, non potrebbe, poi, essere rigirata al creditore procedente (dovrebbe versare lui le tasse spettanti all’erario ed i contributi previdenziali ed assicurativi a favore del lavoratore debitore, dovuti, rispettivamente, ad INPS ed INAIL.

15 Ottobre 2019 · Ludmilla Karadzic



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