Le volture sono accettazione tacita di eredità?

Mi hanno detto che un chiamato all'eredità che fa la dichiarazione di successione non diventa erede in automatico, ma essendoci un garage per auto nell'eredità, entro 30 giorni dalla dichiarazione di successione va fatta la voltura e se il chiamato non la fa, ci pensa l'agenzia delle entrate, e in entrambi i casi a quanto mi é stato riferito la voltura invece fa diventare eredi in automatico; é vero oppure no?

La giurisprudenza di legittimità è unanime nel considerare come accettazione tacita dell'eredità le volture catastali dei beni appartenenti al de cuius.

Ma, forse, lei si riferiva all'articolo 519 del codice civile, secondo il quale i creditori dei chiamati all'eredità che abbiano rinunciato possono farsi autorizzare entro 5 anni dalla rinuncia ad accettare l'eredità in nome e per conto del rinunciante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni del debitore e fino a concorrenza dei crediti vantati.

In altre parole, se lei, essendo debitore dell'Agenzia delle Entrate, rinunciasse all'eredità (il garage) in favore di altri coeredi, l'Agenzia delle Entrate potrebbe rivolgersi al giudice per accettare l'immobile al suo posto, rivenderlo e con il ricavato compensare la sua esposizione debitoria nei confronti dell'erario.

22 agosto 2018 · Giorgio Martini

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Altre discussioni simili nel forum

accettazione tacita eredità
rinuncia eredità

Approfondimenti e integrazioni dal blog

La richiesta di voltura catastale di un immobile del defunto non comporta necessariamente accettazione tacita dell'eredità
Non sempre la voltura dei beni appartenenti al defunto in favore degli eredi comporta accettazione tacita dell'eredità: in particolare, quando l'atto di voltura, pur effettuato nell'interesse di tutti i coeredi, viene in concreto richiesto da uno solo di essi, l'accettazione tacita dell'eredità si produce solo in favore di chi vi ...
Come il creditore può dimostrare accettazione tacita dell'eredità da parte del debitore
Se il chiamato all'eredità è un debitore, il suo creditore ha spesso interesse alla trascrizione dell'accettazione dell'eredità per poter portare a termine l'azione esecutiva. Per quanto riguarda l'accettazione esplicita, o espressa, dell'eredità, essa opera in base alla dichiarazione del chiamato contenuta in un atto pubblico ovvero in una scrittura privata ...
Con la trascrizione dell'accettazione tacita effettuata contestualmente alla vendita di un immobile della massa ereditaria il chiamato consegue un notevole risparmio di costi
L'accettazione è tacita quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede. L'accettazione tacita presuppone, quindi, l'esplicazione di un'attività personale del chiamato, con la quale venga posto in essere un ...
Presentare la dichiarazione dei redditi per conto del defunto comporta accettazione tacita dell'eredità
Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni e il termine decorre dal giorno dell'apertura della successione. Tuttavia, i chiamati che hanno rinunciato all'eredità possono sempre accettarla, anche tacitamente, se non è già stata acquistata da altri chiamati e senza pregiudizio per i diritti acquisiti da terzi sui ...
Quando il pagamento di un debito del defunto configura accettazione tacita dell'eredità
In tema di successioni per causa di morte, un pagamento transattivo del debito del de cuius, ad opera del chiamato all'eredità, configura un'accettazione tacita dell'eredità, non potendosi transigere un debito ereditario se non da colui che agisce quale erede. Ma, lo stesso adempimento eseguito con denaro proprio, ed in epoca ...

Briciole di pane

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali - se accedi ai contenuti dichiari di averne preso visione
contatti


Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Cerca