La richiesta di voltura catastale di un immobile del defunto non comporta necessariamente accettazione tacita dell'eredità

Non sempre la voltura dei beni appartenenti al defunto in favore degli eredi comporta accettazione tacita dell'eredità: in particolare, quando l'atto di voltura, pur effettuato nell'interesse di tutti i coeredi, viene in concreto richiesto da uno solo di essi, l'accettazione tacita dell'eredità si produce solo in favore di chi vi provveda. Per gli altri eredi, infatti, è necessario riscontrare se vi sia stata o meno la spendita del nome in occasione della presentazione della denuncia di variazione catastale, ovvero se colui che sottoscrive la richiesta di voltura abbia agito quale mandatario degli altri coeredi.

In breve, l'accettazione tacita di eredità può desumersi soltanto da un comportamento del chiamato all'eredità e non di altri, sicché non ricorre qualora un altro coerede, in assenza di elementi dai quali desumere il conferimento di una delega o la successiva ratifica del suo operato, abbia fatto richiesta di voltura catastale di un immobile del de cuius.

Quello appena esposto è il principio giuridico trasfuso dai giudici della Corte di cassazione nella sentenza 8980/2017.

17 maggio 2017 · Annapaola Ferri

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Stai leggendo La richiesta di voltura catastale di un immobile del defunto non comporta necessariamente accettazione tacita dell'eredità Autore Annapaola Ferri Articolo pubblicato il giorno 17 maggio 2017 Ultima modifica effettuata il giorno 18 maggio 2017 Classificato nella categoria sentenze e ordinanze della Corte di cassazione in tema di eredità successione e donazioni Inserito nella sezione giurisprudenza.

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