Richiesta di voltura catastale ed accettazione tacita dell'eredità

Non sempre la voltura dei beni appartenenti al defunto in favore degli eredi comporta accettazione tacita dell’eredità: in particolare, quando l’atto di voltura, pur effettuato nell’interesse di tutti i coeredi, viene in concreto richiesto da uno solo di essi, l’accettazione tacita dell’eredità si produce solo in favore di chi vi provveda. Per gli altri eredi, infatti, è necessario riscontrare se vi sia stata o meno la spendita del nome in occasione della presentazione della denuncia di variazione catastale, ovvero se colui che sottoscrive la richiesta di voltura abbia agito quale mandatario degli altri coeredi.

In breve, l’accettazione tacita di eredità può desumersi soltanto da un comportamento del chiamato all’eredità e non di altri, sicché non ricorre qualora un altro coerede, in assenza di elementi dai quali desumere il conferimento di una delega o la successiva ratifica del suo operato, abbia fatto richiesta di voltura catastale di un immobile del de cuius.

Quello appena esposto è il principio giuridico trasfuso dai giudici della Corte di cassazione nella sentenza 8980/2017.

17 Maggio 2017 · Annapaola Ferri

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Prelevare l'intero saldo del conto corrente cointestato con il defunto non configura necessariamente accettazione tacita dell'eredità
Nel conto corrente bancario intestato a più persone, i rapporti interni tra correntisti, anche aventi facoltà di compiere operazioni disgiuntamente, sono regolati dal secondo comma dell'articolo 1298 del codice civile, in virtù del quale debito e credito solidale si dividono in quote uguali solo se non risulti diversamente. Ne consegue che, ove il saldo attivo risulti discendere dal versamento di somme di pertinenza di uno solo dei correntisti, si deve escludere che l'altro possa, nel rapporto interno, avanzare diritti sul saldo medesimo. Pertanto, il prelevamento anche dell'intera giacenza del conto corrente a firma disgiunta, da parte di un cointestatario del ...

Non vi è accettazione tacita dell'eredità se il chiamato adempie ad un obbligo del defunto con denaro proprio e non con quello prelevato dall'asse ereditario
In tema di successioni per causa di morte, il pagamento del debito del defunto ad opera del chiamato all'eredità con danaro prelevato dall'asse ereditario, a differenza di un mero adempimento dallo stesso eseguito con denaro proprio, configura un'accettazione tacita, non potendosi estinguere un debito ereditario se non da colui che agisce quale erede. Per eccepire l'accettazione tacita dell'eredità, è quindi necessario che sia fornita la prova che il pagamento sia stato effettuato con danaro prelevato dall'asse ereditario, mentre nel caso in cui il chiamato adempia al debito ereditario con denaro proprio, quest’ultimo non può ritenersi per ciò stesso che abbia ...

Presentare la dichiarazione dei redditi per conto del defunto comporta accettazione tacita dell'eredità
Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni e il termine decorre dal giorno dell'apertura della successione. Tuttavia, i chiamati che hanno rinunciato all'eredità possono sempre accettarla, anche tacitamente, se non è già stata acquistata da altri chiamati e senza pregiudizio per i diritti acquisiti da terzi sui beni dell'eredità. Si ha accettazione tacita dell'eredità quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede. Questi i principi richiamati dai giudici della Corte di cassazione nella sentenza 6070/12. Pertanto, ...

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su richiesta di voltura catastale ed accettazione tacita dell'eredità. Clicca qui.

Stai leggendo Richiesta di voltura catastale ed accettazione tacita dell'eredità Autore Annapaola Ferri Articolo pubblicato il giorno 17 Maggio 2017 Ultima modifica effettuata il giorno 18 Maggio 2017 Classificato nella categoria sentenze e ordinanze della Corte di cassazione in tema di eredità successione e donazioni Inserito nella sezione successione donazione rinuncia eredità

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai accedere velocemente come utente anonimo.

» accesso rapido anonimo (test antispam)

  • Anonimo 31 Ottobre 2019 at 18:06

    Salve,
    Mio padre e’ morto lasciando come eredi mia mamma (coniuge) e 2 figli: io (ho una figlia minorenne) e mia sorella (senza figli) abbiamo fatto subito rinuncia all’eredità, mia mamma no (visto che era in società con mio padre in un azienda fallita).

    Mia mamma vuole richiedere i ratei della tredicesima maturati di mio padre defunto…..puo’ chiedere solo la sua parte o tutto? Noi figli non vorremmo che un azione di richiesta da parte degli eredi eluda (tacita accettazione) la nostra rinuncia all eredita. Come dovremmo comportarci?

    • Annapaola Ferri 31 Ottobre 2019 at 20:17

      Le abbiamo già risposto qui: inutile disseminare il sito della stessa domanda.