Cessione del credito e accordo con il creditore - Secondo voi mi propongono un piano di rientro equo?

Un grosso debito di 60 mila euro è stato ceduto dalla banca originaria ad un'altra specializzata in operazioni di questo tipo, non ad una generica Società di recupero crediti per intenderci.

Sono stato contattato oggi e, con mio stupore, mi hanno proposto un piano di rientro di 100 euro al mese (che ho proposto io, perchè è il massimo che posso pagare) per i primi 10 anni, e la rateizzazione per i 10 restanti (240 mesi in tutto al massimo che possono consentire).

Inoltre possono accettare una riduzione del debito del 20% cioè pagherei circa 48.000 euro in tutto, che non verrebbero gravati da interessi per tutta la durata del periodo di rimborso, fermo restando la possibilità tra qualche anno di poter estinguere il debito anche con la richiesta di un saldo a stralcio se ne avessi la possibilità.

Il tutto senza l'emissione di cambiali, ma con pagamento mensile tramite bonifico o bollettino postale; sarebbe tutto per iscritto e, ovviamente se io non rispettassi il pagamento, decadrebbe l'accordo. Ora vi chiedo se anche secondo Voi è una buona offerta, visto che io intendo pagare, e queste piccole rate mi permetterebbero di vivere dignitosamente a fronte dello spauracchio del pignoramento di un quindo dello stipendio.
E, che tipo di documentazione dovrei richiedere?

Ho ricevuto la raccomandata da parte della Banca nella quale mi informano dell'acquisizione del credito e del totale dovuto. Serve qualcos'altro prima di firmare un eventuale contratto di ristrutturazione del debito?

Sembra essere un accordo vantaggioso per entrambi, creditore e debitore, equo e soprattutto rispettoso della volontà del debitore di adempiere compatibilmente alle sue effettive possibilità economiche: l'importante è ricevere la proposta in originale, sottoscritta dal legale rappresentante della cessionaria in cui vengano dettagliatamente messe nero su bianco, le condizioni del piano di rientro qui riportate.

Se può c'è un ulteriore aspetto da approfondire: la cessionaria è aderente al circuito di qualche Sistema di Informazione Creditizia?

Se la risposta fosse negativa, non ci sarebbero problemi: la segnalazione di inadempimento effettuata sicuramente dal creditore cedente verrebbe rimossa dopo tre anni dalla data in cui avrebbe dovuto essere pagata l'ultima rata del piano di ammortamento del prestito.

Se, invece la risposta fosse positiva, sarebbe conveniente per lei che la cessionaria non annotasse la segnalazione di accordo transattivo sulla precedente posizione censita, che registra ritardi nel rimborso: in questo caso, infatti, lei si troverebbe esposto in centrale rischi con una segnalazione negativa per l'intera durata del piano di rientro previsto dal nuovo accordo transattivo.

Sarebbe auspicabile la segnalazione di adempimento per quel che riguarda la vecchia posizione (con cancellazione che avverrebbe dopo 36 mesi dalla data dell'accordo) e la contestuale apertura di una nuova posizione in centrale rischi, che rifletterebbe la puntualità dei pagamenti rateali secondo quanto stabilito nel piano di rientro allegato all'accordo sottoscritto con il creditore cessionario.

Le dico fin d'ora che difficilmente il creditore cessionario accetterà questa ulteriore richiesta, dal momento che si tratterebbe di una novazione del precedente prestito il che impedirebbe la decadenza dell'accordo ed il ritorno alle precedenti condizioni in caso di suo inadempimento.

Ma, visto che il creditore sembra essere molto disponibile e sensibile alle esigenze della controparte, come dovrebbe sempre essere, può provarci.

8 marzo 2018 · Ludmilla Karadzic

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