Due giorni fa ricevo una diffida di pagamento da uno studio legale che mi intima di pagare un libro acquistato 8 anni or sono

Salve, il mio quesito è il seguente: due giorni fa ricevo una diffida di pagamento da uno studio legale,  proprio "diffida" che mi intima di pagare un libro acquistato 8 anni or sono, ma di cui non ricordo nulla, che avevo presuntamente acquistato con delega bancaria. La banca, il cui conto nel frattempo è stato estinto,  non riesce a fornirmi più indicazioni.

Tale diffida non contiene documenti di avvenuto acquisto dell'epoca (fattura, scontrino, copia della delega nè altro firmato da me), nè riferimenti ad altri precedenti solleciti. Inoltre il prezzo richiestomi è stato gravato di interessi calcolati arbitrariamente senza alcun prospetto.

Come mi consiglia di agire? La ringrazio anticipatamente

Gentile lettore, le consiglio quello che suggerisco a qualsiasi debitore, in questi casi. Ovvero richiedere la prescritta comunicazione di cessione del credito e l'estratto conto cronologico.

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Stai leggendo Due giorni fa ricevo una diffida di pagamento da uno studio legale che mi intima di pagare un libro acquistato 8 anni or sono Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 29 novembre 2009 Ultima modifica effettuata il giorno 5 novembre 2016 Classificato nella categoria consigli e tutela del debitore - domande e risposte del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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  • elsa 8 febbraio 2010 at 16:07

    Vi ho “trovati” seguendo un mio compagno di sventura (/due-giorni-fa-ricevo-una-diffida-di-pagamento/)

    Anch’io sono diffidata e citata da una casa editrice ma qui il problema non è verificare la cessione di un credito, bensì dimostrare o meno che il debito sussista.

    Nel febbraio scorso (8 anni dal presunto debito) il legale di una casa editrice mi ha diffidata a pagare una presunta “rata” che io non ritenevo di dovere. Si trattava di una serie di pubblicazioni che l’editore mi inviava a seguito proposta telefonica (nessun contratto, nessuna firma che io ricordi). La prima l’ho ricevuta e pagata, le altre le ho rispedite (rifiutate al mittente) perchè facevano pena e compassione.

    Ho incautamente ignorato la diffida e ora (un altro anno ancora è trascorso) ho ricevuto addirittura una citazione a comparire davanti al Giudice di Pace a Milano (io sono di Catania) per quel presunto debito, con il rischio di dover pagare anche interessi e spese legali!
    Telefonicamente, mi è stato elegantemente fatto notare che assumere un avvocato a mia volta per difendermi e presenziare all’udienza a 1200 km di distanza sarebbe più oneroso che pagare un debito che non credo di avere.

    A me sembra un’estorsione mascherata. Io non ricordo di avere alcun pagamento in sospeso con la società che mi cita, ma non ho nessun tipo di documentazione (neanche di quella pubblicazione ricevuta e pagata…sono passati quasi dieci anni, avrei dovuto conservarli così a lungo?)

    Loro hanno i loro file contabili che attestano che ho rispedito indietro tutti gli altri volumi, ma che comunque vantano un qualche credito nei miei confronti. Come mi difendo? Di certo non ho più ricevute postali o bollettini, ma loro non hanno neanche una mia firma. Possono davvero obbligarmi a spendere un pozzo di soldi per un debito che reclamavano di meno di 20 euro ma che io sono convinta non dovevo? Con il senno di poi, avrei dovuto pagarli a mo’ di tangente per evitare guai peggiori? Perchè così basterebbe reclamare un qualunque pagamento di beni a distanza di 8-9 anni per incassare del denaro…ai più sarebbe difficile dimostrare di non dovere quei pagamenti, e se la giustizia costa più della prevaricazione, allora si farebbe prima a pagare. Davvero triste :(

  • angelo 21 dicembre 2009 at 19:47

    nel 1988 ho ricevuto un pignoramento sullo stipendio da una banca tramite la pretura presso l’università cui lavoro, nel aprile 1997 viene notificata all’Università una ordinanza del giudice con la quale dice che il mio debito totale è di L. 9.250.000 compressive di tutte le spese e dispone che l’Università paghi alla banca tutte le somme accantonate dal 1988 in poi.L’Univesità nel giugno 1998 paga alla banca circa L.7.000.000 e il 4 luglio 1998 comunica alla direzione provinciale del tesoro di pagare la differenza in quanto questi ha gestito il personale dell’Università sino a maggio 1990. A dicembre 1998 la banca cede il credito a una finanziaria della Reppublica di San marino questi a Dicembre 1999 cedono il credito ad una finanziaria di Treviso senza che vengo a conoscenza nelle due raccomandate a quanto ammonta il mio debito (io ero sicuro che il mio debito era stato tutto pagato). Il 25 Novembre 2009 a 19 giorni dalla prescrizione dell’ultima raccomandata Il legale della finanziaria di Treviso mi telefona e mi manda una raccomandata dove mi chiede l’intera somma del pignoramento L.9.250.000 dalle ricerche che ho fatto risulta che l’Università ha pagato L.7.000.000 mentre la differenza di L.2.250.000 sono bloccati ora dal Dipartimento territoriale economia e finanze (ex Tesoro)da Maggio 1990 sul capitolo di spesa che solo l’Università puo accedere. Ora sto cercando di risolvere questo problema., ma il bello di tutta questa situazione io ero all’oscuro di tutto, ma mi hanno detto che io non centro niente e che la fianziaria può chiedere solo i 2.250.000 e non quello che chiedono loro, ma devono dimostrare anche di avere tutte le carte in regola e rivolgersi all’università perchè nessuno di tutti questi hanno ritenuto di avvisare l’Università nonostante vi era una ordinanza di un Giudice. Vi chiedo di farmi sapere se la finanziaria può chiedemi di nuovo tutta la somma e se sono io che devo rispondere a tutto questo o L’Università che si doveva attenere alla ordinanza del Giudice. In attesa di una vostra risposta vi faccio gli Aguri di Buon natale e Felica Anno Nuovo

    • cocco bill 21 dicembre 2009 at 22:55

      Ci sono due notizie per lei, sig. Angelo. Una buona e l’altra cattiva.

      La notizia buona è che lei in questo contenzioso è solo parte lesa. C’è stata un’ordinanza del giudice non ottemperata dalla PA, cosa di cui le società di recupero crediti cessionarie non possono chiedere, oggi, conto a lei.

      La cattiva notizia è che lei ha bisogno di un avvocato per far valere le sue ragioni in sede di giustizia civile.

  • angelo 20 dicembre 2009 at 19:02

    Vorrei sapere cortesemente se il debitore ha diritto di sapere al momento della comunicazione della sua cessione del credito di conoscere anche l’importo che deve corrispondere all’ultima società. in attesa porgo sinceri saluti.

    • cocco bill 21 dicembre 2009 at 06:06

      Certamente, e deve anche conoscere nel dettaglio qual è il capitale, gli interessi legali e quelli di mora applicati, nonchè le spese per l’esazione del debito.

      In pratica deve ricevere dalla società di recupero crediti cessionaria un vero e proprio estratto conto.

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