Credito in sofferenza a carico del debitore principale a favore del quale avevo prestato garanzia relativamente ad altra posizione non classificata in sofferenza – Ma mi hanno negato ugualmente il mutuo





Appostazione a sofferenza, centrale rischi banca d'italia, prestito negato





Di recente ho fatto domanda per un mutuo ipotecario ma l’istituto di credito, dopo una prima rapida analisi, mi ha respinto la domanda perché risultava una sofferenza, iscritta nella Centrale Rischi di Bankitalia (CR), a carico del debitore verso il quale ho fatto da garante per un altro mutuo ipotecario.

In seguito a visura CR del debitore, ho scoperto che si tratta di una sofferenza non collegata al suddetto negozio verso il quale sono co-obbligato. Chiaramente ho imposto al debitore di estinguere il debito (saldo e stralcio?) per cancellare la sofferenza e vorrei essere sicuro che questa sia la procedura corretta per il mio scopo. Ho letto che anche in seguito ad accordo con il creditore, la sofferenza comparirebbe in cr del debitore per altri 36 mesi, ma la mia posizione in quel caso verrebbe sanata?

Il funzionario addetto all’istruttoria della sua richiesta di mutuo ha consultato la Centrale Rischi (CR) della Banca d’Italia, ha individuato il suo nominativo come garante di un mutuo ipotecario al momento regolarmente onorato dal debitore principale, a favore del quale lei ha prestato garanzia, ma poi ha approfondito la ricerca ed ha appurato che il debitore a favore del quale lei ha prestato garanzia ha, a proprio carico, altre posizioni in sofferenza, sebbene non garantite da lei che ha richiesto il prestito.

Presumibilmente, attenendosi ad una valutazione basata sul “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, le ha negato il mutuo. Questa modalità di procedere, tuttavia, non costituisce una prassi nel settore bancario.

Delle due l’una: o costringe il debitore in favore del quale ha prestato garanzia a sanare tutte le sue eventuali posizioni in sofferenza, attendendo tre anni dalla data di regolarizzazione dell’ultimo credito appostato a sofferenza e regolarizzato, oppure si rivolge altrove.

Quanto sopra ammesso che la motivazione addotta dalla banca sia veritiera. Ma consideri, più verosimilmente (a parte quanto le è stato riferito), che il motivo del diniego di finanziamento potrebbe risiedere nella semplice circostanza che lei è già garante di un mutuo ipotecario e come tale potrebbe trovarsi in difficoltà se il debitore principale, a favore del quale lei ha già prestato garanzia, risultasse inadempiente. Insomma, chiedere al debitore, a favore del quale lei ha prestato garanzia, di chiudere le posizioni aperte in sofferenza potrebbe rivelarsi inutile, se lo scopo è quello di ottenere il prestito ipotecario che le è stato appena negato.

1 Settembre 2020 · Annapaola Ferri


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