Reddito di cittadinanza e variazione del patrimonio immobiliare del nucleo familiare in corso di fruizione del beneficio


Ho fatto domanda di reddito di cittadinanza a dicembre e mi è stata accettata: il mio nucleo familiare è composto da me, la mia compagna, due figli minori e una maggiorenne. La madre della mia compagna, deceduta, ha lasciato alla mia compagna una casa che si dovrebbe solo buttare a terra ed è anche la prima casa. Se l’INPS controllasse la situazione relativa al nuovo patrimonio immobiliare del mio nucleo familiare potrei avere problemi?

Per evitare problemi che possono sostanziarsi non tanto nella decadenza del reddito di cittadinanza, ma piuttosto nella successiva richiesta formulata dall’INPS ai beneficiari di restituire parte delle somme erogate, è necessario comunicare con il modello RDC/PDC COM esteso, anche tramite un CAF, entro 15 giorni, ogni variazione del patrimonio immobiliare che potrebbe comportare la perdita dei requisiti economico patrimoniali. In particolare, dovrà essere comunicata ogni variazione relativa al patrimonio immobiliare intervenuta rispetto a quanto è presente nell’attestazione ISEE in corso di validità, che comporti il venir meno dei requisiti di legge. Ad esempio, per il patrimonio immobiliare la perdita del requisito si verifica al superamento della soglia pari a 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione. Pertanto, andrà comunicato l’acquisto (anche per successione) di seconde case che comportino il superamento della predetta soglia.

E’ forse opportuno far notare, sempre in riferimento alla soglia di 30 mila euro definita dal decreto legge 4/2019, che il valore IMU della casa, pur essendo in condizioni pessime, potrebbe superare agevolmente la soglia che comporta la decadenza del beneficio, anche in considerazione del fatto che il nuovo immobile non essendo una casa di abitazione (ma una seconda casa) per il nucleo familiare beneficiario del reddito di cittadinanza, non potrà fruire della franchigia di 52 mila euro (incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo) prevista, invece, per la casa in cui il nucleo familiare risiede.

Il suggerimento, pertanto, è quello di non sottovalutare la questione e di farsi aiutare da un CAF nella simulazione del nuovo assetto patrimoniale del nucleo familiare, provvedendo tempestivamente, qualora risultasse più conveniente, ad optare per la rinuncia all’eredità o per il trasferimento della convivente nella casa di proprietà acquisita per successione (anche, volendo, insieme ai figli) riformulando rinnovate DSU/ISEE e domande di RDC per i nuovi due nuclei familiari formatisi dalla scissione di quello originario.

7 Febbraio 2020 · Rosaria Proietti



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