Come poter prevedere l’importo presumibile della rata di un mutuo a tasso variabile?

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Ho stipulato un mutuo con piano di ammortamento alla francese a tasso variabile nel 2011 e, sbirciando frettolosamente il piano di ammortamento presunto, che so che è suscettibile di modifiche in relazione ai cambi dei tassi, ho notato che, verso la fine le rate risultano esponenzialmente aumentate, addirittura raddoppiate rispetto alla rata attuale. E’ uno scenario possibile o esclusivamente una previsione teorica? Sono estremamente preoccupato in quanto le ultime rate non sono sicuramente alla mia portata, avreste consigli o delucidazioni da fornirmi in merito?

Il piano di ammortamento del mutuo alla francese, con tasso variabile, viene inizialmente stilato ipotizzando uno scenario in cui i tassi di interesse restano fermi, per tutta la durata del rimborso, al tasso in vigore al momento della stipula; dunque, si predispone, inizialmente, un piano di ammortamento alla francese a tasso fisso e a rate costanti.

Viene poi ipotizzata una stima di variazione dei tassi di interesse nel tempo ed in base ad essa, per ciascuna annualità, si calcola il tasso differenza fra quello esistente al momento della stipula e quello simulato. Se DELTA è il tasso differenza, a ciascuna rata (della versione a tasso fisso riferita all’annualità presa in esame) verrà aggiunto (o sottratto, dipende dallo scenario evolutivo ipotizzato per i tassi di interesse rispetto a quello che veniva applicato al momento della stipula del mutuo) un importo pari a 1/12 DELTA.

E’ un tale meccanismo a determinare la variazione dell’importo rateale e, quindi, il piano di ammortamento a tasso variabile allegato al contratto di stipula: resta, per il mutuatario, il vantaggio, non trascurabile, di essere in grado, in ogni momento, di stabilire a quanto ammonta il capitale residuo.

Peraltro, si capisce pure che gli importi del piano di ammortamento sono basati su uno scenario di evoluzione stimato dei tassi di interesse: ma l’importo corrente di ciascuna rata (altro vantaggio apprezzabile) può essere agevolmente controllato raffrontando i tassi di interesse attuali rispetto a quelli in corso al momento della stipula.

A fronte dei vantaggi connessi alla capacità di poter determinare, in ogni momento, l’ammontare del capitale residuo e la correttezza dell’importo rateale corrente, è innegabile l’incertezza insita nell’entità delle rate future (e, naturalmente, di quelle finali): sotto questo aspetto, tuttavia, il mutuatario non deve crearsi una fonte di stress. Al massimo, se le rate diventassero davvero insostenibili rispetto al reddito percepito, egli sfrutterà la possibilità di sostituire il mutuo (con il termine sostituzione, si indica, appunto, tale chance) presso lo stesso o altro istituto di credito, optando per l’applicazione di un tasso fisso al capitale residuo, al costo di un differimento dei tempi di estinzione e di qualche onere aggiuntivo.

2 Settembre 2017 · Piero Ciottoli

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