Messaggio sms recupero crediti che minaccia visita domiciliare e/o sul luogo di lavoro – Reagire come?

È un periodo che mi trovo in grosse difficoltà economiche é sono spesso contattato da società di recupero credito non sempre rispondo una di queste mi ha mandato un SMS dicendomi che se non saldo con la massima urgenza il debito tramite vaglia postale intestato alla finanziaria che ha erogato il credito, seguirà visita domicilio e sul posto di lavoro di un esattore. Ma possono inviare questi messaggi?

Sicuramente l’addetto al recupero crediti non può presentarsi a casa o sul luogo di lavoro del debitore, senza il necessario, preventivo consenso del debitore stesso.

Ma è compito del debitore reagire a questi soprusi, e può farlo graduando la reazione.

Si può cominciare dalla semplice segnalazione del nominativo (basta anche indicare il nome del debitore per rendere possibile risalire all’addetto cui è stata affidata la pratica) alla società di recupero crediti cessionaria (o semplicemente affidataria in gestione del credito) per segnalare il comportamento scorretto del proprio funzionario e diffidandola dal continuare a perpetrare politiche aziendali lesive della dignità e della privacy del debitore, minacciando ulteriori azioni, quali il ricorso all’Autorità per la protezione dei dati personali o, addirittura, a quella giudiziaria.

Si tratta di una mossa alquanto efficace, anche se potrebbe apparire poco incisiva: per esperienza diretta posso affermare che queste derive comportamentali dei dipendenti addetti al recupero crediti sono osteggiate innanzitutto dai responsabili della società, in quanto eventuali segnalazioni da parte del debitore all’Autorità per la tutela della privacy, o a quella giudiziaria, potrebbero dare avvio ad ispezioni della Banca d’Italia e della Prefettura, con conseguenti sanzioni e/o il ritiro della licenza per poter operare nel settore del recupero crediti.

Ma la risposta del debitore alle minacce di chi promette visite non concordate domiciliari o sul luogo di lavoro, può essere anche più radicale e netta, volendo.

Bisogna sapere che le società di recupero crediti devono consegnare alla Questura, territorialmente competente, copia conforme ed aggiornata dell’elenco degli operatori di cui si servono per svolgere la propria attività.

Pertanto, in occasione di eventuali visite domiciliari, o sul luogo di lavoro, non concordate da parte di un operatore esattoriale di recupero crediti (visite che violano oltre misura il diritto alla privacy del debitore) può essere invocato l’intervento della forza pubblica perché proceda ad identificare il soggetto molestatore e a verificare la sua inclusione nell’elenco degli operatori della società di recupero crediti per la quale egli asserisce di svolgere l’attività.

Insomma, il persistere di molestie al debitore messe in atto dagli addetti al recupero crediti, via telefono o attraverso visite domiciliari, dipende solo dal debitore che subisce senza reagire: per acquisire conoscenza delle tecniche di difesa disponibili noi possiamo solo invitarla a leggere gli articoli raccolti in questa sezione.

4 Gennaio 2017 · Ludmilla Karadzic

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