Ho revocato una domiciliazione bancaria su un conto corrente ma i postini hanno continuato a pagare – Come tutelarmi?


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Un paio di mesi fa, in seguito ad un contenzioso con Fastweb che mi aveva addebitato circa 60 euro per servizi mai forniti (sto ancora aspettando il trasloco della linea ADSL) ho disposto la revoca della domiciliazione bancaria precedentemente autorizzata.

Ieri, visualizzando l’estratto conto on line mi sono accorto che Poste Italiane aveva prelevato e trasferito a Fastweb altri 141 euro dal mio conto corrente, nonostante la revoca dell’addebito permanente. Ho subito un’altra rapina anche, e soprattutto, grazie alla incompetenza degli ex postini. Cosa posso fare?

Lei dovrebbe muoversi secondo due direttrici: la prima finalizzata a contestare a Fastweb la mancata attivazione del trasloco della linea ADSL e recuperare il primo addebito non dovuto di 60 euro, quando la domiciliazione bancaria in conto corrente non era stata ancora revocata; la seconda per chiedere il rimborso a Poste Italiane dell’importo di 141 euro indebitamente stornato in assenza di autorizzazione.

Quindi, dovrà inviare a Fastweb, con raccomandata AR, formale reclamo per chiedere di riattivare il servizio, di corrispondere gli indennizzi previsti dalla normativa vigente in caso di ritardo, nonché il rimborso di quanto prelevato dal conto corrente per una fornitura fatturata ma in realtà mai effettuata. Espletata questa formalità potrà avviare la procedura di conciliazione presso il CORECOM (COmitato REgionale per le COMunicazioni) della regione in cui risiede. Troverà qui l’elenco dei Corecom regionali per l’esperimento del tentativo di conciliazione obbligatorio nell’ambito delle controversie tra organismi di telecomunicazioni e utenti.

Anche per quanto riguarda il contenzioso instauratosi con Poste Italiane, dovrà innanzitutto presentare reclamo, sempre con raccomandata AR, per chiedere il rimborso dei 141 euro trasferiti senza autorizzazione a Fastweb, allegando copia dell’istanza di revoca della domiciliazione bancaria che avrà certamente conservato (o attestato della raccomandata Ar con cui disponeva la revoca).

Trascorsi 30 giorni dal reclamo, restando silente Poste Italiane e in assenza del rimborso in conto corrente dell’importo prelevato senza autorizzazione, potrà sottoporre la questione all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Si tratta di una procedura molto semplice, non richiede assistenza tecnico legale né presenza del ricorrente nel corso della discussione arbitrale; il ricorso si presenta inviando un dossier ove vengono descritti i fatti ed allegati i documenti di prova (l’istanza di revoca presentata a Poste Italiane, nella fattispecie) insieme al versamento di 20 euro che verranno restituiti dalla controparte in caso (qui, certo) di accoglimento del ricorso.

31 Ottobre 2017 · Giovanni Napoletano

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