Fondo solidarietà poste


Pignoramento pensione, pignoramento stipendio

Sono un dipendente postale di 59 anni e rotti con 37 e rotti anni di contributi versati: date le problematiche mediche a brevissimo ho visita asl ove, stante mio medico legale non potrò continuare attività di sportellista e nemmeno alcuna movimentazione fisica, quindi poste quasi sicuramente mi farà proposta (e’ uno scivolo nostro di cui molti colleghi stanno da anni usufruendo) di licenziarmi alla camera di commercio pagandomi i rimanenti anni che mi mancano alla pensione ( con quota cento mi manca appunto 1 anno di contributi e 2 e mezzo di eta’) in stipendi + contributi pensionistici + un incentivo variabile ( varia molto a seconda del sindacato proprio).

Volevo quindi chiedervi le seguenti domande a cui anticipatamente vi ringrazio (non sono sicuro di nessuno, ne’ sindacati, ne’ medici o altro, se non voi per quanto leggo nelle vostre esaurienti risposte).

a) sul mio stipendio ho 3 trattenute (cessione + delega + pignoramento bancario), quando mi erogheranno i compensi di quanto sopra descrittovi (su cc bancario cointestato con mia moglie) entro 3 mesi in unica soluzione, potrò subire qualche trattenuta da parte di finanziarie o tribunale su cui gravava il pignoramento, o si ricomincerà appena avrò regolare pensione?
b) quando mi verrà erogato il tfr entro due anni (questa mi sembra la tempistica) quale sara’ la percentuale che il tribunale mi tratterrà appunto per il pignoramento in corso?
c) vorrei in un secondo tempo (non molto) ritirare questi soldini e versarli su dei libretti intestati ai miei figli.

E triste dirlo ma da moltissimo pago finanziarie e banche anche a causa di debiti contratti per la salute di mia moglie (da un anno in pensione d’inabilita’ totale col 100% d’invalidità) e ne ho arricchite con interessi che solo Dio lo sa, e sono davvero molto stanco di questa vita triste che dura da trent’anni!

Vorrei almeno i miei figli stessero meglio, mi chiedo, è possibile che questi soldi vengano a loro contestati?

Risposte alle domande:

a) fino all’ultima mensilità verranno prelevati l’importo destinato al creditore che ha azionato il pignoramento dello stipendio e quelli necessari a servire il rimborso del prestito dietro cessione del quinto e del prestito delega. L’INPS continuerà a detrarre la rata di cessione del quinto, mentre il creditore dovrà rinnovare il pignoramento presso l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale;

b) il 20% del TFR sarà destinato al creditore che ha azionato il pignoramento; per il resto dovrà leggere il contratto di delega sottoscritto perchè la concessione del prestito delega (non essendo trasferibile all’INPS – vincola il TFR per il capitale residuo da rimborsare – obbligando il datore di lavoro a prelevare quanto necessario all’adempimento;

c) ove mai le restasse qualcosa del TFR, farebbe bene a trasferirlo dal suo conto corrente verso lidi più sicuri.

30 Gennaio 2019 · Ludmilla Karadzic

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