Fatturazione telefonia mobile – Costi nascosti? Ecco come difendersi

Ogni 31 giorni mi viene addebitata sul telefono la bolletta mensile per la fatturazione di mobile e internet: ho stipulato un contratto, con una nota compagnia, per un tot al mese, ma mi viene sempre scalato qualche euro in più.

Vorrei sapere: è una truffa, o al contrario, cosa sto pagando?

Diverse associazioni dei consumatori stanno gestendo reclami per dei costi extra addebitati in bolletta senza che i clienti ne sappiano nulla: anche se spesso si tratta di cifre irrisorie, pochi centesimi o qualche euro, sul lungo periodo possono fare la differenza sulla fattura della telefonia mobile.

Molte volte, spesso a causa di un’inadeguata informativa, non sappiamo nemmeno cosa stiamo pagando.

Sono almeno dieci costi che le aziende addebitano al cliente senza che questi ne sia realmente a conoscenza.

Ad esempio, i vari ChiamaOra, Ti ho cercato, Chiamami, sono servizi che avvisano l’utente nei casi in cui non è stato possibile contattarlo.

Il problema è che non tutti sanno che sono servizi a pagamento!

Per questo surplus Vodafone richiederebbe € 0,12 al giorno (solo quando utilizzato), Wind € 0,19 a settimana, Tre € 1,50 euro al mese e Tim € 1,90 al bimestre.

Anche l’ascolto dei messaggi in segreteria ha un costo: Tre, ad esempio, fa pagare € 0,20 a chiamata indipendentemente dalla durata della chiamata o dall’ascolto dei messaggi, mentre per Tim il costo per l’ascolto dei messaggi ricevuti varia a seconda del piano tariffario; più cara Vodafone, che per ogni chiamata alla segreteria telefonica per ascoltare i messaggi o per personalizzare le impostazioni richiede 1,50 euro al giorno (in caso di utilizzo).

E, invece, i piani tariffari base quanto costano?

Tim, Vodafone e Wind pretenderebbero circa € 0,50 centesimi a settimana.

Arriviamo poi ai costi di incasso o altri costi: tutti gli operatori addebitano a carico degli utenti, indipendentemente dalla modalità di pagamento prescelta, i costi di incasso.

Non è dato sapere a quali servizi siano imputati tali costi che, tuttavia, si trovano puntualmente fatturati nelle bollette.

Ad esempio, Fastweb prevede il pagamento di € 1,81, sebbene non specifica, neanche in via generica, a cosa sarebbe imputabile tale somma.

Inoltre, il tutto incluso non è sempre reale.

Alcuni operatori non informerebbero i propri clienti dell’addebito di costi aggiuntivi per chiamate da linea fissa sebbene il contratto di abbonamento preveda la formula tutto incluso.

Ad esempio che Tim richiede il pagamento a consumo di chiamate verso altri operatori (per il momento è stato accertato nei confronti di Fastweb) nonostante il contratto con l’utente preveda che fossero incluse.

Per quanto riguarda il pagamento della chiamata per conoscere il credito residuo, Vodafone prevede un costo pari a € 0,40 per ogni telefonata al numero 414: beffa nelle beffe visto che nessun altro operatore la prevede e che lo stesso servizio è offerto gratuitamente tramite App o sito internet.

Vodafone ha anche introdotto un servizio antivirus denominato Rete sicura: questo, inserito di default all’attivazione della sim, è gratis per i primi 3 rinnovi, poi costa € 1 ogni 4 settimane.

Purtroppo, si rileva che molti utenti hanno lamentato di aver appreso che il rinnovo del servizio fosse a pagamento solo dopo aver ricevuto l’addebito del costo.

Ancora Vodafone non renderebbe immediatamente percepibile che il servizio di navigazione in modalità hotspot, che avrebbe un costo ulteriore rispetto alla tariffa base.

A conferma della supposta scorrettezza della pratica commerciale in questione, si ricorda che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha diffidato Vodafone per aver imposto un pagamento per la fruizione del servizio di connettività ad internet da rete mobile in modalità tethering.

Insomma di costi nascosti in bolletta ce ne sono a bizeffe: alcuni sono disattivabili altri ancora no.

Comunque, sarà l’Antitrust a stabilire se esistono degli illeciti, ma in ogni caso, se le compagnie vogliono farsi la guerra dei prezzi, lo facciano, almeno, in maniera trasparente!

9 Maggio 2018 · Giovanni Napoletano

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