Emergenza covid19 – Obbligo di ferie forzate?

Sono un lavoratore con contratto cococo presso una cooperativa che si occupa di assistenza agli anziani: in questo periodo di emergenza mi e stato chiesto di rinunciare ai giorni di riposo fino a cessata emergenza, o, in caso contrario firmare una dichiarazione con la quale mi rendo responsabile di un eventuale contagio e quindi trasmissione all’assistito.

Premetto che comunque sono costretto ad uscire dall’abitazione dell’assistito comunque per approvvigionamento della dispensa e ritiro prescrizioni del medico curante e ritiro medicinali in farmacia.

Quindi se hanno paura che potrei contagiarmi durante i giorni di riposo come potrebbero contestare un eventuale contagio quando comunque sono costretto a volte ad uscire?

Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) firmato nella notte dell’8 marzo 2020 dal premier Giuseppe Conte, esteso a tutta Italia dal 10 marzo, raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di ferie.

Tuttavia, ciascun Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) prevede che l’azienda datrice possa esigere che il lavoratore dipendente venga posto in ferie forzate per una quota del monte a cui ha diritto (una quota delle ferie, beninteso, non tutte).

Per il resto, credo sia abbastanza problematico, una volta che l’assistito e l’assistente risultino entrambi infettati, stabilire se sia nato prima l’uovo o la gallina: a meno di non effettuare più tamponi ad entrambi nell’arco dell’intera giornata.

16 Marzo 2020 · Tullio Solinas

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