Decadenza dal beneficio del termine e possibilità di ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario


Ho ricevuto oggi la notifica della decadenza beneficio del termine da una finanziaria per una carta revolving per la quale, causa perdita del lavoro, non sono riuscito a pagare regolarmente le rate mensili accumulando per il 2018 otto rate insolute.

Mi richiedono di saldare entro 15 giorni circa 8.000 euro, che ovviamente non ho, altrimenti non sarei arrivato a questo punto. Vorrei chiedere se nonostante la decadenza del beneficio del termine, sia ancora possibile rivolgersi rivolgermi all’ABF per contestare delle spese a mio avviso ingiustificate e inoltre cosa mi devo aspettare nel futuro, secondo voi quanto tempo passerà prima di arrivare in tribunale?

La finanziaria è già al corrente del mio stato lavorativo precario, può essere utile ribadirlo?

Prima di poter presentare un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) le contestazioni che intende eccepire devono essere puntualmente contestate alla finanziaria con comunicazione raccomandata e avviso di ricevimento.

Decorsi 30 giorni dalla data in cui il reclamo risulta essere pervenuto al creditore, in assenza di risposta o in seguito ad una risposta ritenuta non soddisfacente sarà possibile ricorrere all’Arbitro.

Il creditore, prima di procedere in via giudiziale (e sottoporsi all’esborso di anticipazioni di spesa) indaga la posizione reddituale e patrimoniale del debitore per valutare l’efficacia dell’azione di riscossione coattiva che intenderebbe avviare.

Per questo non è possibile dar conto dei tempi di una eventuale azione esecutiva promossa nei confronti del debitore.

19 Gennaio 2019 · Simone di Saintjust



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