Debito ceduto dopo aver concordato piano di rientro con il creditore originario

A settembre 2019 ho accettato un piano di rientro firmando un kilo di cambiali per un debito verso una famosa finanziaria che non riuscivo ad onorare dopo la perdita del posto di lavoro.

Ho iniziato a pagare le cambiali regolarmente e anche se con una certa riluttanza, mi sono messo il cuore in pace, pensando di aver chiuso così almeno questa posizione debitoria.

L’altro giorno ho ricevuto da una società che compra NPL una raccomandata dove mi avvisa che è diventata titolare del debito e mi chiede il rientro immediato di tutto il debito, gravato da quasi 4.000 euro, faccio presente che nella comunicazione non c’è nessun dettaglio per capitale, interessi, spese, o altra gabella, solo la cifra che pretendono da me in unica soluzione.

Del piano di rientro ho solo la copia che, mi rifiuto di definirlo esattore, il recuperatore domiciliare mi ha consegnato, con il numero di cambiali, l’importo totale da rimborsare e varie informazioni generali.

Secondo il Vostro parere, cosa mi devo aspettare? Una probabile truffa?

Le prime cambiali che ho pagato sono intestate alla finanziaria originaria.

Mi è sembrato strano che la finanziaria originaria abbia venduto a una NPL un credito avallato da un piano di rientro con cambiali, che sappiamo bene, sono titolo esecutivo, il passaggio diretto al pignoramento senza perdita di tempo e altro denaro.

Voi cosa ne pensate? Avete già avuto modo di leggere di situazioni simili?

E soprattutto, come comportarmi con questa altra società che ha già iniziato il suo sporco lavoro con il martellamento quotidiano di telefonate a tutte le ore del giorno?

Va immediatamente contattata la società cedente (la famosa finanziaria), anche tramite avvocato, per pretendere l’immediata restituzione delle cambiali non ancora scadute e copia dell’estratto conto cronologico dalla posizione ceduta, aggiornata alla data di cessione, in modo che il debitore possa conoscere l’importo dovuto alla cessionaria (la società che ha acquisito il credito classificato NPL – Non Performing Loans) al netto dell’aggravio prospettato di 4 mila euro (del quale bisognerà, successivamente ed eventualmente, chiedere ragione).

Si tratta, molto probabilmente, di un errore in cui è incorsa la finanziaria cedente, che non poteva alienare il credito dopo aver concordato con il debitore un piano di rientro attraverso un suo agente di recupero crediti domiciliare e, soprattutto, dopo aver incamerato gli importi fino ad oggi puntualmente onorati dal debitore alla scadenza delle cambiali emesse.

Dalla “famosa finanziaria” va inoltre pretesa la copia dell’intervenuta cessione, anche per capire se il creditore cessionario è legittimato a pretendere il rientro immediato del debito.

Ma, per non trovarsi un domani coinvolto in una vicenda complicata e difficile da sbrogliare, con strascichi e spese legali, il debitore deve immediatamente attivarsi per chiarire la situazione con il creditore originario.

Non agendo immediatamente il debitore si troverà ad avere due creditori: il creditore originario, a cui bisognerà comunque pagare le cambiali alla scadenza,per evitare il protesto e le conseguenti azioni esecutive; ed il creditore cessionario che insisterà, come ha già iniziato a fare, per il rimborso del credito acquisito.

Come già accennato, non può trattarsi di una truffa, dal momento che le cambiali sono state intestate alla “famosa finanziaria” e, comunque, solo un addetto della società creditrice poteva conoscere la posizione in sofferenza che è stata poi definita attraverso un piano di rientro perfezionato presso il domicilio del debitore. Piuttosto, si tratta di uno, dei frequenti errori che si verificano nel settore della vendita dei crediti NPL.

31 Maggio 2020 · Annapaola Ferri

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