Le tasse comunali possono essere accertate in base alla denuncia di un vicino?


Nel 2015 (previa comunicazione formale al comune in oggetto) feci dei lavori di ristrutturazione interna al mio appartamento che originariamente era formato da 2 vani e accessori per un totale di 60 metri quadri (e così attualmente risulta accatastato). Siccome e’ uno stabile antico, i vani avevano un altezza di circa 5,50 mt. Cosi’ decisi di fare dei soppalchi in cemento, ricavandone altri due vani superiori. Per tutto il 2016 ho pagato le tasse comunali per i vecchi 60 mq originari, ma nel 2017 me le hanno raddoppiate. Alle mie rimostranze presso l’ufficio tributi del comune, mi hanno detto che presso di loro, risulta una denuncia di un non meglio specificato condomino nella quale si denuncia un ampliamento di metri quadri e metri cubi nella mia proprietà. Come devo fare?

Pagare per quello che asseriscono?

La Pubblica Amministrazione non può imporre maggiori tributi sulla base di una delazione, ma deve procedere prima ad un formale accertamento che deve essere notificato al contribuente interessato. Questo anche nel caso in cui il maggiore importo sia stato determinato dalla presunzione di un aumento dell’area calpestabile determinatasi in seguito alla realizzazione dei due vani superiori soppalcati.

Lei dovrebbe, innanzitutto, procedere con un ricorso amministrativo lamentando la maggiore imposizione e chiedendo chiarimenti ufficiali (come se non avesse mai interagito verbalmente con i funzionari comunali): in pratica si tratta di scrivere con raccomandata A/R all’ufficio tributi del comune che avanza la pretesa (non serve protestare a voce) chiedendo come l’ufficio sia giunto a determinare il nuovo importo del tributo e invitandoli a correggere l’errore con sgravio in autotutela.

Qualora l’ufficio perseverasse nella pretesa, esclusivamente rapportandola alla asserita delazione, dovrebbe avviare un ricorso giudiziale presso la Commissione Provinciale Tributaria territorialmente competente, preferibilmente entro 60 giorni dalla data in cui è stata spedita la comunicazione che la invita a pagare la tassa con i nuovi parametri (in modo da evitare qualsiasi, eventuale eccezione sui termini per proporre ricorso giudiziale).

Nel frattempo, per non passare dalla ragione al torto, le suggerisco di pagare la tassa, entro la scadenza prevista, calcolandola un base alla metratura e alla cubatura reali.

L’alternativa al contenzioso è quella di verificare che la tassa pretesa coincida con l’importo che verrebbe fuori includendo anche le aree calpestabili realizzate con i soppalchi e, in caso affermativo, pagare quanto richiesto, zitto e mosca; soprattutto in considerazione dell’ipotesi che un accertamento formale potrebbe condurre alla richiesta della differenza dovuta per il 2016 e per parte del 2015.

A lei la scelta.

30 Novembre 2017 · Giorgio Valli



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