Come uscire dalla grave situazione di sovraindebitamento che mi vede coinvolta

Circa 9 anni fa ho fatto un prestito con una banca di 15.000 euro pagai le prime 10 rate da 230 € tramite rid bancario, poi persi il lavoro e non ero più nelle condizioni di poter pagare avendo anche un mutuo che mi fu sospeso dai pagamenti.

Chiesi di poter sospendere momentaneamente i pagamenti e mi fu risposto che erano problemi miei. Scelsi con mio marito di pagare il mutuo a nome di mio marito e non il prestito che passo successivamente ad un recupero crediti che tramite calcoli ed altro convenne in una cifra di 10,000€ che accettai e mi fecero firmare cambiali per quella cifra, pagai 30 rate da 100€ poi ne saltai 1 e tutto si fermò.

Trovai lavoro a tempo indeterminato ma mio Marito morì e feci una cessione del quinto di 15.000€ che pago puntualmente in busta paga per pagare il funerale ed altre spese, ma dovetti sobbarcarmi del mutuo di mio marito. Questo debito passò ad un altro recupero crediti che oggi mi chiede 3000€ subito e 6678 € a rate di 100€ cada una per il resto del debito.

Io non ho questi soldi da pagare e loro mi dicono che se non pago mi protestano l assegno e non posso accede ad altri prestiti. Ho una figlia da mantenere e guadagno 1200€ mutuo e cessione se ne vanno via puntuali 820€ circa....bollette e cibo, cosa devo fare? io voglio pagare ma non certo 9670€ posso dare massimo 1000€ avanti e 100€ al mese per un massimo di 5000 euro. Aiuto!

In sintesi, lei attualmente impegna, per servire il rimborso dei debiti a cui è obbligata, circa 240 euro per la rata di cessione del quinto e altri 580 per pagare altri debiti non trattenuti direttamente in busta paga: quindi, al netto della cessione del quinto, se ne va quasi il 50% del suo stipendio (il 70% considerando anche la cessione) per pagare i suoi debiti.

Ma non basta: adesso le chiedono altri 100 euro/mese per far fronte ad un ulteriore credito in sofferenza.

Una situazione oggettivamente insostenibile, per uscire dalla quale lei ha due alternative.

La prima alternativa - Dovrebbe sapere che se interrompesse di pagare tutti i debiti per cui è obbligata e tutti i creditori si rivolgessero al giudice per pignorare lo stipendio, lei subirebbe una trattenuta dallo stipendio non superiore al 20%. In pratica a fronte di un stipendio di 1.200 euro, oltre alla cessione del quinto già in corso, alla quale dovrebbe continuare, per forza, ad adempiere, subirebbe una trattenuta di 240 euro/mese, per cui passerebbe ad avere disponibilità residua in busta paga di 720 euro. Sarebbe un bel passo avanti.

Certo, il prelievo potrebbe insistere per tanti anni sul suo stipendio e anche essere trasferito alla futura pensione, se lei non fosse troppo giovane. Inoltre, sul carico debitorio originario andrebbero a gravare le spese legali sostenute dai creditori per avviare le azioni esecutive oltre agli interessi legali e di mora: e sua figlia dovrebbe rinunciare all'eredità per evitare di accollarsi gli eventuali debiti residui lasciati dalla madre. Sicuramente, in seguito all'iscrizione al Registro Informatico dei Protesti (RIP), non potrebbe accedere al credito: e questo paradossalmente sarebbe buona cosa, visto che statisticamente, la possibilità data al debitore di coprire debiti vecchi con prestiti nuovi, rappresenta la strada maestra per entrare in una situazione irreversibile e conclamata di sovraindebitamento.

Ma io non mi soffermerei troppo su questo aspetto, visto che sono quasi certa che lei, anche senza segnalazione fra i protestati, molto difficilmente riuscirebbe ad ottenere un nuovo prestito: infatti, nella valutazione del merito creditizio di un richiedente l'accesso al credito, conta non solo l'assenza di dati negativi, ma, oggi più che mai, la presenza di dati positivi (prestiti precedenti rimborsati regolarmente nell'ultimo triennio) nonché la disponibilità di un reddito, al netto di una eventuale cessione del quinto, adeguata.

Concludendo: la prima soluzione le consentirebbe di sopravvivere abbastanza dignitosamente con il 60% dello stipendio a sua disposizione per attendere alle esigenze primarie di vita. Il restante 20% continuerebbe a servire la cessione del quinto ed un altro 20% coprirebbe un eventuale pignoramento (e non è detto che tutti i creditori cessionari si rivolgeranno al giudice - di solito, rinunciano a perseguire la via giudiziaria di recupero del credito).

La seconda alternativa - La legge 3/2012 finalizzata alla composizione delle crisi da sovraindebitamento offre più di una soluzione per affrontare situazioni come quella in cui versa. In particolare, si può chiedere al giudice, con un piano cosiddetto del consumatore, di imporre ai creditori degli accordi di rimborso rateali complessivamente compatibili con la situazione reddituale del debitore sovraindebitato. In pratica, fissando piccole rate mensili a carico dell'obbligato, destinate a servire il debito totale, si riesce a far sopravvivere dignitosamente il debitore e, nel contempo, a soddisfare il creditore. La rata complessiva per pagare il debito viene fissata dal giudice sempre intorno al 20-30% della busta paga netta (nel suo caso, considerando che lei è già afflitta da una rata per cessione del quinto, sono sicura che il giudice non destinerà oltre il 20% della busta paga per rimborsare il debito accumulato).

Questo link consente di accedere al registro gestito dal Ministero della Giustizia dove è possibile reperire l'elenco degli organismi abilitati alla composizione della crisi da sovraindebitamento, nonché tutti i dati di contatto, per ottenere adeguata assistenza nella presentazione di piano del consumatore presso il Tribunale territorialmente competente.

Potrà cercare l'OCC (Organismo di Composizione della Crisi) più vicino al luogo in cui vive e lavora, semplicemente effettuando una ricerca su Google (o altri motori) con chiave OCC in aggiunta alla provincia o alla regione prescelta.

L'avverto, tuttavia, che dopo il primo colloquio gratuito, di solito bisogna corrispondere un anticipo all'OCC prescelto per istruire la pratica presso il tribunale.

3 maggio 2019 · Ludmilla Karadzic

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