Come superare il problema del contante accumulato in anni di risparmi e mai depositato in banca da utilizzare per acquistare casa


Ho intenzione di acquistare casa ma ho solo i soldi in contanti (derivati da prelievi fatti negli anni e di regali da parte di genitori e suoceri) che non mi permettono di pagare il venditore per la normativa antiriciclaggio. Percepisco il reddito di cittadinanza e sono disoccupato.

I miei genitori non hanno sul conto i 35000 euro necessari per poter pagare il venditore della casa e donarmela davanti al notaio.

Secondo voi, se loro richiedono un prestito di 35000 euro, fanno il bonifico al venditore della casa e poi la intestano a me , rischio qualcosa nella normativa antiriciclaggio? Perderei anche il reddito di cittadinanza? Oppure l’importo del rdc si ridurrebbe?

Io andrei a restituire i 35000 euro ai miei genitori in contanti. Se loro verseranno il denaro dato loro in contanti, magari poco per volta rischierebbero un accertamento dell’Agenzia delle Entrate?

Mio padre è pensionato.
Mia madre è dipendente pubblico.

Le abbiamo già risposto qui tre giorni fa e lei insiste, purtroppo: se i suoi genitori chiedono un prestito e le comprano casa intestandola a lei, non c’è alcun problema, inizialmente.

Se lei, figlio, acquisisse la residenza nella nuova casa acquistata, non perderebbe il reddito di cittadinanza, ma suo padre non potrà, molto probabilmente, fruire delle agevolazioni prima casa: a parte gli altri requisiti (di cui nulla sappiamo per poter accedere alle agevolazioni fiscali) se anche i genitori dovessero spostare la propria residenza nella casa acquistata entro 18 mesi ciò comporterebbe la revoca del beneficio RDC al figlio (il nucleo familiare sarebbe composto da genitori e figli).

Il problema nascerebbe poi nel rimborsare i soldi spesi dai genitori per l’acquisto della casa: per evitare versamenti sul conto corrente i suoi genitori dovrebbero spendere i soldi rimborsati dal figlio in contanti oppure custodirli in una cassaforte o in una cassetta di sicurezza.

I versamenti sui conti correnti dei genitori di importi, anche periodici, ma non giustificati da redditi da lavoro dipendente o autonomo oppure da rendite finanziarie e/o immobiliari, potrebbero dar luogo ad accertamenti fiscali: l’Agenzia delle Entrate, ogni anno stabilisce i criteri di accertamenti a campione, per cui nessuna valutazione potremmo fare circa la possibilità di un eventuale accertamento fiscale a carico dei genitori.

Una possibile opzione è:

1) i genitori chiedono un prestito e acquistano casa;
2) non prendono la residenza nella nuova casa e quindi rinunciano a fruire delle agevolazioni per l’acquisto prima casa anche se rispettassero gli altri requisiti richiesti;
3) il figlio acquisisce la residenza nella casa acquistata dai genitori;
4) figlio e genitori sottoscrivono un regolare contratto di locazione mensile che offrirebbe due vantaggi:
a) consentirebbe il rimborso dei soldi in contanti da figlio ai genitori e il figlio potrebbe asserire di pagare il canone grazie al sussidio rdc;
b) con il contratto di locazione il figlio potrebbe aspirare ad un importo rdc aumentato del canone di locazione (fino ad un massimo di 250 euro/mese);
5) la casa diventerà di proprietà del figlio alla morte dei due genitori.

Oppure, i genitori chiedono il prestito (non finalizzato all’acquisto di una casa, quindi non un mutuo ipotecario, ma una cessione del quinto, ad esempio), poi genitori e figli perfezionano una scrittura privata autenticata, preferibilmente notarile, con cui prestano i soldi al figlio concordando una rata mensile per il rimborso.

Il figlio acquista la casa e va a risiedervi fruendo delle agevolazioni fiscali e mantenendo il reddito di cittadinanza. Restituisce poi mensilmente ai genitori la rata concordata con l’atto notarile relativo al prestito endofamiliare.

9 Settembre 2021 · Giorgio Valli



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