Calcolo interessi su pignoramento dello stipendio e successivo provvedimento di assegnazione somme prelevate dalla busta paga e accantonate

Decreto ingiuntivo Febbraio 2013, pignoramento del quinto dello stipendio a novembre 2014 e ordinanza Assegnazione somme Febbraio 2015: Il datore di Lavoro (ASL) trattiene mensilmente il quinto per tre anni, e poi alla fine lo versa, nel 2018, in unica soluzione al creditore. Il creditore calcola gli interessi fino alla data in cui riceve il danaro, e chiaramente la cifra è importante, ma io ho pagato e per me gli interessi vanno fatti a "scalare", dato che io mensilmente perdevo l'importo della rata, giusto?

Tre domande: 1) è vero che il calcolo degli interessi va fatto fino al "soddisfo" è cioè fino alla Ordinanza di Assegnazione Somme?; 2) E' legale il comportamento della ASL, che mi ha portato un enorme danno, o è configurabile l'appropriazione Indebita (Art. 646 CP) dato che la ASL si è arricchita illecitamente trattenendo le mie somme nei suoi depositi? 3) E' legale che venga applicato il tasso del 14,5%, così come indicato nel Decreto Ingiuntivo (2013), o è usura?

Dal giorno in cui gli è stato notificato l'atto di pignoramento, il datore di lavoro è soggetto, relativamente alle somme da lui dovute e nei limiti dell'importo del credito precettato aumentato della metà, agli obblighi che la legge impone al custode (articolo 546 del codice di procedura civile).

Quindi, nessun illecito arricchimento può essere contestato al datore di lavoro che trattiene i prelievi operati sulla busta paga del dipendente debitore, per gli interessi eventualmente maturati nel tempo intercorrente fra la data di notifica del pignoramento verso terzi a quella di assegnazione disposta dal giudice.

Per quanto attiene il tasso di interesse indicato nel decreto ingiuntivo come applicabile all'importo accertato a debito, la sede naturale di contestazione sarebbe stata quella di opposizione al decreto ingiuntivo che l'ingiunto avrebbe dovuto esperire entro 40 giorni dalla notifica dell'ingiunzione.

Per quanto riguarda, infine, la presunta illegalità del tasso di interesse applicato in corso di pignoramento, secondo la sentenza 24675/2017 della Corte di cassazione a sezioni unite, va negata la configurabilità dell'usura sopravvenuta dal momento che è priva di qualsiasi fondamento la tesi della illiceità della pretesa del pagamento di interessi a un tasso che, pur non essendo superiore, alla data della pattuizione (accoglimento del ricorso per decreto ingiuntivo, non opposto dalla controparte) alla soglia dell'usura definita con il procedimento previsto dalla legge 108/1996 (disposizioni in materia di usura), superi tuttavia tale soglia al momento della maturazione o del pagamento degli interessi stessi.

20 giugno 2019 · Marzia Ciunfrini

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