Acquisti a rate, gli italiani sono i più insolventi d’Europa


Acquistare a rate e poi non riuscire a pagarle: capita sempre più spesso in situazioni di crisi economica generalizzata. Anche a chi quelle rate aveva tutta l’intenzione di pagarle e anche la convinzione di farcela.

Purtroppo ben il 10,5% delle famiglie italiane si trovano in queste condizioni, portando il nostro Paese al top della classifica europea per insolvenza nel credito al consumo. I più affezionati agli acquisti a rate e anche i più affidabili sono gli inglesi (solo il 2,3% delle famiglie è insolvente). È quanto emerge da uno studio pubblicato sul sito di Bankitalia ed elaborato da tre ricercatori, Silvia Magri, Raffaella Pico e Cristiana Rampazzi. L’indagine mette a confronto i dati sul credito al consumo in Italia e in altri 8 Paesi europei (Regno Unito, Finlandia, Germania, Irlanda, Portogallo, Francia, Olanda e Spagna).

I dati, riferiti al 2008 quando la crisi era solo agli albori, indicano che «la percentuale di famiglie inadempienti sul credito al consumo variano considerevolmente da Paese a Paese. La più bassa si registra nel Regno Unito (2,3%) e la più alta in Italia (10,5% ma in calo rispetto al 2005)». Negli altri Paesi coperti dallo studio, la quota è tra il 5 e l’8%». L’Italia quindi è l’unica a mostrare una doppia cifra. Nel 2008 andavano meglio persino altri due Paesi poi dimostratisi molto deboli, come Spagna (8,4%) e Portogallo (7,8%).

Ma in che fascia di reddito sono gli insolventi? Solo il 30% delle famiglie italiane risultava ”povera”, il che significa essenzialmente che anche famiglie nella fascia benestante si sono trovate in temporanea difficoltà. In Inghilterra, invece, le famiglie che non riescono a ripianare il debito sono per circa il 50% tecnicamente povere.

Nonostante il basso reddito, comunque, molte famiglie europee non rinunciano ad avvalersi di questo strumento: una quota significativa (tra l’8,4% della Francia e il 15,5% dell’Olanda, passando per il 14,8% dell’Italia) è infatti classificabile come ”povera”. Ma il credito al consumo, e quindi il pagamento a rate dilazionato nel tempo, aiuta ad accrescere il benessere anche di queste famiglie, quando riescono a fronteggiare gli impegni assunti.

Le famiglie italiane, povere o no, sono comunque quelle che fanno più fatica, ma anche quelle che scelgono con più resistenza questa forma di pagamento: sono infatti appena il 14,8% del totale, superate in negativo solo dall’Olanda (14,5%).



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