Debiti con finanziarie che non sono in grado di rimborsare - Cosa accade se torno in Sudamerica, la mia terra d'origine?

Non ho mai saltato una rata dei miei debiti, sono una brava pagatrice da sempre: ora, però sono fortemente intenzionata ad andarmene al mio paese di origine perchè non riesco più a vivere in Italia per motivi personali. Il problema è che ho debiti con la carta di credito e con una finanziaria per circa 50 mila euro e non ho i soldi per pagarli.

Se torno in Sudamerica cosa succede?

Faccio delle premesse:
a) Sono cittadina Italiana tuttavia nel mio paese la mia documentazione corrisponde a quando avevo doppio cognome che comporta in italia un codice fiscale diverso.
b) Il prestito più grande che ho (40 mila euro) è coperto da una assicurazione che tutela la perdita di lavoro. Se non mi trovano, la assicurazione può coprire comunque il debito?

Cosa vado incontro se torno al mio paese in Sudamerica e non torno più in italia? Mi vengono a cercare là? Dopo quanto tempo va in prescrizione?
Non ho nulla intestato a me, solo la auto di mia proprietà.

Lavoro regolarmente dal 2007 perciò, userei il tfr per poter ricominciare una nuova vita all'estero.

I debiti vanno in prescrizione se il creditore se ne disinteressa: in pratica, nel suo caso, se la finanziaria che ha erogato il prestito o la società che ha messo a disposizione il plafond della carta di credito (o della carta revolving) non le notifica periodicamente, almeno ogni decennio, che pretende quanto non è stato rimborsato.

Ora, la notifica viene effettuata con raccomandata AR anche per i cittadini italiani residenti all'estero ed iscritti all'AIRE. In caso di irreperibilità del debitore, la notifica si perfeziona correttamente per compiuta giacenza.

Insomma, anche se il debitore si nasconde all'estero, giocando, per volatilizzarsi, con le possibilità offerte dalla doppia cittadinanza e dall'adozione del doppio cognome consentito in terra d'origine, il diritto a riscuotere il dovuto da parte del creditore resta integro.

Tanto precisato, come correttezza vuole, va anche aggiunto che per rintracciare un debitore all'estero e farsi rimborsare il credito residuo ne deve valere davvero la pena (parlo dei singoli importi vantati da ciascun creditore e non del debito complessivo) dal momento che le spese da anticipare (investigative e onorari per lo studio legale operante in loco) sono certe ed il successo dell'operazione è tutt'altro che scontato, l'esito dell'indagine potendo condurre alla conclusione che il debitore non dispone di patrimoni e redditi sufficienti anche al solo rimborso parziale.

In più, bisogna considerare che le normative per il recupero crediti non sono proprio armonizzate al di fuori dell'unione europea.

6 aprile 2017 · Loredana Pavolini

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