Omessa comunicazione dati conducente - Il proprietario paga sempre

Chiunque non ottemperi all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative previste dal codice della strada è soggetto alla sanzione amministrativa (da euro duecentocinquanta a euro mille) prevista per la mancanza del documento da presentare, con decorrenza dei termini per la notifica dal giorno successivo a quello stabilito per la presentazione dei documenti.

E’ bene osservare che la norma appena riportata (articolo 180, comma 8 del codice della strada) punisce non specifici comportamenti trasgressivi nella circolazione (altrimenti sanzionati), ma il rifiuto della condotta collaborativa dovuta dal proprietario del veicolo nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione cui spetta l’espletamento dei servizi di polizia stradale.

Incorre pertanto in detta violazione il proprietario del veicolo che, invitato a comunicare il nominativo del conducente in riferimento ad una determinata infrazione al codice della strada, ometta di ottemperare all’invito. Indifferente è quindi la sorte della violazione (eventualmente opposta innanzi al giudice di pace ed anche in caso di accoglimento del ricorso) sottesa alla richiesta di comunicare i dati del conducente a cui il proprietario del veicolo non ha adempiuto.

In altre parole, è inammissibile opporsi alla sanzione amministrativa comminata in seguito al rifiuto opposto a collaborare con la Pubblica Amministrazione entro i termini da questa fissati, eccependo che in pendenza di ricorso avverso il verbale di infrazione, che comporta la sottrazione di punti dalla patente a carico del conducente, nessun obbligo di comunicazione sussista in capo al proprietario.

Queste le precisazioni fornite dai giudici della Corte di cassazione nell’ambito di quanto disposto nella sentenza 19380/15.

1 Ottobre 2015 · Giuseppe Pennuto

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Stai leggendo Omessa comunicazione dati conducente - Il proprietario paga sempre Autore Giuseppe Pennuto Articolo pubblicato il giorno 1 Ottobre 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 5 Ottobre 2015 Classificato nella categoria multe e sinistri - giurisprudenza di legittimità e di merito - circolari del ministero dei trasporti Inserito nella sezione Multe - accertamento infrazione e notifica del verbale

Commenti e domande

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  • Vincenzo Kelvin 20 Gennaio 2017 at 16:41

    Ma se l’obbligato ed il trasgressore sono la stessa persona, deve fornire lo stesso i dati?

    • Rosario Scarnecchia 20 Gennaio 2017 at 18:19

      Siamo nel caso in cui l’infrazione, che comporta anche la decurtazione dei punti patente, viene accertata, ma non risulta possibile la contestazione immediata al trasgressore in quanto, per le più svariate motivazioni, il veicolo non può essere fermato.

      Con la visura al PRA, si riesce a risalire al proprietario del veicolo (coobbligato), al quale viene comminata la sanzione amministrativa. Ma l’Autorità non riesce a risalire all’effettivo conducente a cui andrebbero decurtati i punti patente.

      Per il principio di solidarietà, quello secondo il quale al trasgressore (in caso di contestazione immediata) può essere addebitata la sanzione amministrativa, vale solo per la sanzione principale, quella pecuniaria. Le sanzioni accessorie (sospensione della patente, decurtazione punti) sono infatti strettamente personali ed applicabili solo all’effettivo conducente.

      Ecco perché (in caso di contestazione differita dell’infrazione) quando la sanzione accessoria comporta la decurtazione dei punti patente, si chiede al proprietario di denunciare l’effettivo conducente. Se il proprietario del veicolo non fornisce i dati del conducente che ha effettivamente violato il Codice della strada, i punti patente non possono essere decurtati al proprietario, in quanto come abbiamo detto la sanzione accessoria della decurtazione è personale e non trasmissibile a terzi.

      Tuttavia al proprietario reticente viene comminata una sanzione pecuniaria accessoria per non aver collaborato con l’Autorità.

      Concludendo, in caso di infrazione al CdS che comporta la decurtazione dei punti patente, qualora la contestazione sia differita, il proprietario ha due alternative nell’ipotesi in cui sia egli stesso il trasgressore:

      1. comunicare i propri dati, subendo così la decurtazione dei punti patente;
      2. non comunicare nulla, nel qual caso verrà assoggettato ad ulteriore sanzione accessoria (ma senza perdere i punti patente).

      Naturalmente il proprietario/conducente dovrà altresì pagare anche la sanzione principale (in pratica, la multa)