Il tasso variabile nei contratti di mutuo

Caratteristiche del mutuo a tasso variabile

Il mutuo a tasso variabile è un contratto di prestito. Il mutuo a tasso variabile consiste nel trasferimento di una somma di denaro da un soggetto “mutuante” ad un soggetto “mutuatario” che si impegna a restituirlo secondo modalità concordate, dettagliatamente e definite nel contratto sottoscritto tra le parti.

Il mutuo a tasso variabile è anche un contratto reale, perché si perfeziona con la consegna del denaro prestato al mutuatario.

Il mutuo a tasso variabile si definisce ipotecario quando la parte che presta il denaro, a garanzia della restituzione dello stesso, iscrive un’ipoteca su un bene di proprietà del mutuatario oppure di altro soggetto (terzo datore di ipoteca) disponibile a fornire tale garanzia.

Il mutuo a tasso variabile è dunque una forma di finanziamento in cui il tasso di interesse varia durante la durata del rimborso, in funzione della variazione di un determinato indice di riferimento.

In passato gli indici di riferimento utilizzati erano diversi (il rendiob; la lira interbancaria; il tus; il libor; il ribor ecc.ecc.), oggi è quasi universalmente adottato l’Euribor, che potrebbe definirsi come il tasso utilizzato nei prestiti fra le banche europee.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL MUTUO A TASSO VARIABILE

Vantaggi del mutuo a tasso variabile:

  1. normalmente il tasso di interesse variabile è più basso del tasso di interesse fisso;
  2. in caso di diminuzione dei tassi la rata diminuisce in funzione del nuovo tasso applicato.

Svantaggi del mutuo a tasso variabile:

  1. il mutuatario conosce l’importo della rata solo sino alla prima revisione contrattuale; quelle successive variano in funzione dell'andamento dell'Euribor;
  2. in caso di aumento dei tassi la rata subisce un aumento in funzione del nuovo tasso applicato.

Come è noto, il tasso di interesse applicato al mutuo è dato da tasso di riferimento più lo spread (guadagno della banca).

Il tasso di riferimento adottato è lo stesso per tutte le Banche (Euribor), ne consegue che ciò che fa la differenza è lo spread, in altre parole il “ricarico” che ogni Banca applica al tasso di riferimento.



MUTUO A TASSO VARIABILE - IL TASSO DI ACCESSO

Nella pratica, analizzando le offerte del mercato, si possono riscontrare diverse situazioni che non rispecchiano la logica espressa in precedenza. Può succedere che la Banca X, che applica uno spread dell'1,70%, offre mutui al 4,9%, mentre la Banca Y, che ha uno spread dell'1,20%, offre mutui al 5,20%.

La risposta a questo mistero si chiama tasso d’accesso. Molte Banche, pubblicizzano un tasso di interesse molto basso, che è applicato solo alle prime rate (da qui il nome di tasso d’accesso).

Trascorso un certo periodo però, il tasso applicato alle rate successive è il cosiddetto tasso a regime, più elevato del tasso d’accesso.

In conclusione, è più importante conoscere lo spread ed il tasso a regime, che farsi abbagliare da pubblicità abilmente ideate.

Per porre una domanda sul mutuo a tasso variabile, sul contratto di mutuo in generale, sulle altre tipologie di mutuo, sulle normative vigenti e su tutti gli argomenti correlati, clicca qui.

24 luglio 2013 · Piero Ciottoli

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Assistenza gratuita e link a ritroso

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su il tasso variabile nei contratti di mutuo. Clicca qui.

Stai leggendo Il tasso variabile nei contratti di mutuo Autore Piero Ciottoli Articolo pubblicato il giorno 24 luglio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 2 agosto 2017 Classificato nella categoria tipologie e tassi di interesse del mutuo Inserito nella sezione mutui per acquisto casa e affitti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere cliccando questo link. Potrai utilizzare le tue credenziali social oppure accedere velocemente come utente anonimo.

  • PromotoreMutui 23 luglio 2008 at 00:58

    Mi permetto di aggiungere una piccola precisazione.
    Da una parte è vero che il parametro di riferimento adottato è lo stesso per tutte le banche (il famoso EurIBOR), ma di EurIBOR ne esistono molti: le banche, abitualmente utilizzano uno tra gli EurIBOR a un mese, a tre mesi, a sei mesi.
    Abitualmente, poi, se un mutuo è indicizzato all’EurIBOR a tre mesi, l’importo della rata cambia al variare del tasso non mensilmente, ma ogni tre mesi, appunto. Ugualmente la rata cambia ogni sei mesi, quando il parametro utilizzato è il “sei mesi”.

    I tre valori (a 1, a 3 e a 6 mesi) in condizioni “normali” sono abbastanza vicini tra loro. Ma in periodi come quello che stiamo vivendo (siamo nella seconda metà di luglio, per chi leggesse a distanza di tempo), in cui il mercato del credito è “in tempesta”, tra i treindici possono esserci differenze anche molto significative.

  • karalis 23 luglio 2008 at 01:31

    @promotore mutui
    Grazie per la precisazione.
    Credo che dovrai precisare spesso. Permettiti pure con ampia facoltà:-)))

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti



Cerca