Multa per violazione del codice della strada - Termini e modalità di presentazione del ricorso al Prefetto

Il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla contestazione o notifica della multa, sempre che non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi consentiti.

Le nuove norme del Codice della Strada consentono di presentare il ricorso direttamente al Prefetto del luogo in cui è stata commessa la violazione con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno; oppure all'ufficio o al comando che ha elevato la multa (ad esempio Vigili urbani, Polizia stradale ecc.). Il ricorso può essere consegnato direttamente oppure inviato con raccomandata con ricevuta di ritorno.

In entrambi i casi si possono allegare i documenti ritenuti idonei a dimostrare la fondatezza del ricorso e può essere richiesta l'audizione personale.

Se il Prefetto riceve direttamente il ricorso, deve trasmetterlo entro trenta giorni all'ufficio o comando cui appartiene l'organo che ha elevato la multa, che nei successivi sessanta giorni è tenuto a rinviare gli atti al prefetto, accompagnati dalle deduzioni tecniche utili a respingere o confermare le risultanze del ricorso.

Se il ricorso è stato presentato o inviato direttamente all'ufficio che ha elevato la multa, questo ha sessanta giorni di tempo per inoltrarlo al prefetto, con le deduzioni di cui sopra.

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Stai leggendo Multa per violazione del codice della strada - Termini e modalità di presentazione del ricorso al Prefetto Autore Giuseppe Pennuto Articolo pubblicato il giorno 19 luglio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 1 maggio 2017 Classificato nella categoria contenzioso ricorso opposizione al verbale di multa Inserito nella sezione Multe - accertamento infrazione e notifica del verbale del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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  • angelo pisani 15 gennaio 2010 at 14:22

    Multe, il ricorso al prefetto contro il verbale “stoppa” l’esecuzione della cartella esattoriale

    Il trasgressore segna un punto contro la sanzione amministrativa. Il ricorso al prefetto contro il verbale di contestazione impedisce alla cartella di iniziare l’esecuzione esattoriale.

    E se il giudice qualifica la domanda del responsabile della violazione come opposizione all’ordinanza-ingiunzione, anche se l’opponente ha fatto valere motivi riconducibili all’articolo 615 del Codice di procedura civile, la sentenza è impugnabile con il ricorso per cassazione e non con l’appello. Lo ribadisce la Suprema corte con la sentenza 26173/09.

    Il caso

    Solo l’accoglimento del ricorso contro il verbale fa scattare l’annullamento dell’accertamento, osserva il giudice di prime cure. E il via libera del prefetto è tutt’altro che scontato.

    Ma ciò non basta per rigettare l’opposizione proposta dal trasgressore, che si è già rivolto all’ufficio del Governo, contro la cartella esattoriale. Fin quando il rappresentante dell’Esecutivo nella Provincia non si pronuncia, l’ufficio non ha titolo per emettere la cartella esattoriale ed esigere il pagamento.

    La Suprema corte, dunque, decide nel merito e accoglie la domanda originaria del trasgressore. Come può agire il responsabile della violazione? Nella specie l’automobilista indisciplinato contesta l’illegittimità dell’iscrizione a ruolo per mancanza del titolo: il rimedio è l’opposizione all’esecuzione ex articolo 615 Codice di procedura civile.

    Il giudice di pace, invece, applica il rito di cui alla legge 689/81, qualificando la domanda come opposizione all’ordinanza-ingiunzione, che si configura ad esempio quando il verbale non è stato notificato (l’opposizione agli atti esecutivi riguarda invece i vizi della cartella).

    In questo caso vale il principio dell’apparenza: il mezzo d’impugnazione esperibile va identificato con riferimento alla valutazione del giudice, al di là della sua esattezza.

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