Pignoramento dello stipendio accreditato in conto corrente - Come funziona?

Ancora una domanda riguardante questa discussione: se il 5 del mese viene accreditato Euro 1500 di stipendio e la banca il 6 riceve la notifica per il pignoramento, il 7 oppure l'8 per esempio posso ritirare i 1380 euro circa (il triplo dell'assegno sociale) oppure la banca blocca il conto e quindi io per poter prelevare la somma di cui sopra (1380) devo rivolgermi a un avvocato, anche se la legge impone che debba essere lasciato sul conto tale importo e quindi non potrei averne comunque la disponibilità immediata?

Viceversa, se la banca riceve la notifica del pignoramento il 2 e lo stipendio viene accreditato di norma il 5 del mese, lo stesso viene restituito al mittente (il datore di lavoro) oppure viene accreditato e da esso decurtato un quinto?

In riferimento alla prima ipotesi, se la banca bloccasse immediatamente l'intero saldo di conto corrente dopo la notifica di pignoramento, il pignoramento eseguito violerebbe il divieto previsto dall'articolo 545 del codice di procedura civile, in base al quale l'ultimo stipendio accreditato in conto corrente può essere pignorato solo per l'importo eccedente il triplo dell'assegno sociale.

Ciò vuol dire che il debitore esecutato, con il supporto tecnico di un avvocato, dovrà adire il giudice delle esecuzioni presso il Tribunale territorialmente competente per vedersi riconosciuto il diritto di continuare a disporre comunque, dopo il pignoramento del conto corrente, di un importo pari al triplo dell'assegno sociale.

Bisogna tener conto, infatti, che in presenza di un provvedimento dell'Autorità Giudiziaria, la banca può soltanto dare esecuzione senza nulla poter opporre o far valere (in pratica deve rendere indisponibile il saldo di conto corrente fino a concorrenza della somma indicata in precetto aumentata della metà, nella procedura di pignoramento ordinario; oppure fino a concorrenza del credito per cui si procede, nel caso di pignoramento esattoriale. Quanto alla tutela degli interessi del debitore sottoposto ad azione esecutiva, l'intestatario del conto corrente pignorato che assume di aver subito una lesione delle sue prerogative, potrà far valere le proprie ragioni proponendo opposizione all'esecuzione ex articolo 619 del codice di procedura civile, ovvero agendo contro l'assegnatario per la ripetizione delle somme riscosse in eccesso.

Infatti, una volta ricevuta la notifica dell'atto di pignoramento contenente l'intimazione a non disporre del credito senza ordine del giudice, la banca è obbligata per legge a sottrarre, alla disponibilità del debitore sottoposto ad azione esecutiva, il credito per cui si procede, assumendo su di sé gli obblighi propri del custode.

Venendo alla seconda ipotesi, l'accredito dello stipendio su conto corrente procederà regolarmente ed il debitore potrà fruirne integralmente. Nel caso ulteriore in cui la data di accredito in conto corrente dello stipendio coincidesse con quella di notifica del pignoramento, il debitore sottoposto ad azione esecutiva avrebbe diritto a mantenere la disponibilità dell'intera ultima retribuzione con la decurtazione della sola quota eventualmente prevista nel caso in cui fosse intervenuta una procedura di pignoramento dello stipendio presso il datore di lavoro.

23 gennaio 2017 · Ornella De Bellis

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