Segnalazione in centrale rischi da parte di società di recupero crediti

Fino al 2005 sono stato titolare di una carta di credito revolving emessa da una società con sede in Irlanda, tale carta aveva diversi problemi tecnici relativi all'addebito delle rate sul conto corrente, ovvero non c'era mai una data certa, poteva essere all'inizio del mese, a metà o alla fine, addirittura capitava che arrivassero due addebiti e se sul conto mancava liquidità venivano applicati 15 euro di penale, inoltre gli interessi erano carissimi, in pratica sull'utilizzo reale di circa 400 euro lo scoperto era arrivato a più di 700 euro.

Ad un certo punto la società ha deciso di ritirarsi dal mercato italiano ed ha ceduto il portafoglio clienti a Unicredit che ha emesso “d'ufficio” una carta a mio nome e poiché io risultavo già moroso non mi è stata mai spedita e non ho mai firmato nessun contratto, gli interessi intanto sono aumentati portando il debito a circa 1400 euro. Questo credito ormai se lo passano da anni diverse società di recupero crediti. Il problema a me sembra abbastanza semplice eppure non sono mai riuscito a farlo capire a nessun avvocato, ovvero Unicredit non ha mai accettato il disconoscimento della carta, per loro l'ho avuta e l'ho usata.

Sempre fino al 2005, ho avuto anche un'altra carta, sempre emessa da una società esterna con un limite di utilizzo di 5000 euro, il reale utilizzo è intorno ai 4000 euro, per anni una società di recupero crediti mi ha chiesto una cifra di circa 6500 euro, gli avvocati mi hanno sempre detto che senza un'azione da parte loro c'era poco da fare ed infatti io li ho praticamente implorati di procedere per le vie legali, per poter resistere e tutelarmi nella giusta sede, ma non si sono mai mossi, perché evidentemente non gli conveniva e per certi versi neanche potevano.

Trattandosi di carte estere non hanno mai potuto fare segnalazione al CARTER anche se Unicredit minacciava sempre di farlo, ma non essendoci stato nessun rapporto contrattuale evidentemente la Banca D’Italia non ha mai accettato le segnalazioni.

Nel 2006 ho contestato un decreto ingiuntivo di una banca, con un esito in parte favorevole. Per avere quello che effettivamente gli spettava, invece di procedere con un pignoramento o altre iniziative legali, hanno ceduto il credito e questo continua ad essere ceduto società dopo società.

Oltre a questi tre problemi ne ho avuto uno con una banca nel 2005 a cui ho fatto causa e che nonostante ciò che effettivamente gli devo è stato stabilito in sede legale, mi trovo segnalato in centrale rischi per un importo esagerato ovvero 17 mila euro.

I primi tre crediti attualmente risultano acquistati dalla stessa società con tanto di segnalazione in centrale rischi, da quello che mi risulta invece chi acquista un credito non può effettuare segnalazioni, soprattutto indicando importi completamente sbagliati. Posso muovermi in qualche modo o mi tocca andare avanti ancora per anni?

Se estraiamo solo le ultime righe di questo lungo panegirico, ovvero da quello che mi risulta chi acquista un credito non può effettuare segnalazioni possiamo ribattere che quello che le risulta è completamente errato. Inoltre, potrà sempre contestare l'importo riportato nella posizione censita citando in giudizio la cessionaria segnalante.

Se la cessionaria è vigilata da Banca d'Italia per attività bancarie o finanziarie, può aderire volontariamente ad una (o più) delle centrali rischi private (come CRIF, CTC, Experian) e segnalare gli adempimenti dei propri debitori.

31 marzo 2019 · Ornella De Bellis

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