I debiti del defunto vanno pagati dagli eredi a meno che non siano prescritti

Nei giorni scorsi è stata recapitata una raccomandata a/r intestata a mio padre, titolare di una prestazione categoria INVCIV, riferita alla rideterminazione di tale emolumento dovuta al fatto che per mezzo dei dati ricevuti dal Ministero della Salute per l’anno 2018 egli aveva avuto periodo di ricovero superiori a 29 giorni a totale carico di strutture pubbliche.

Il periodo del ricalcolo va da marzo 2018 a novembre 2018 per un importo di circa euro 2600.

Atteso che, mi pare, dal 2017 nessuna dichiarazione era più necessaria dal titolare del trattamento all’INPS per tale eventualità poiché, appunto, i dati vengono forniti direttamente dal MINSAL e che pertanto quanto richiesto è probabilmente corretto, è purtroppo accaduto che nel frattempo mio padre è deceduto, peraltro l’avviso è stato notificato in data 26/10 u.s. mentre egli è morto il giorno 16/10 u.s..

La domanda è: trattandosi di un debito che per quanto sopra esposto possa ritenersi in buona fede e se tale rideterminazione fosse giunta nel corso del 2019 sarebbe già stata pagata, gli eredi sono tenuti al versamento?

I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti accertati e non prescritti del defunto, in proporzione delle loro quote ereditarie: senza se e senza ma. E’ quanto dispone l’articolo 752 del codice civile.

28 Ottobre 2020 · Carla Benvenuto

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