Recupero crediti – minacce di iscrizione ipotecaria sulla casa già gravata da mutuo

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A proposito della risposta precedente vorrei chiedere ancora se, quindi, possiamo aspettare tempi migliori per poter pagare quello che potremo, visto che ora purtroppo abbiamo l’acqua alla gola.

Perchè, le confesso, che mi spaventano a morte questi personaggi, in quanto comunque, anche oggi, nonostante l’apparente gentilezza, la persona al telefono mi ha detto che la banca potrebbe procedere all’iscrizione di un’ipoteca sulla casa, ma io ho fatto presente che la casa è ipotecata per altri vent’anni a favore di una Banca alla quale stiamo pagando regolarmente, con mille difficoltà, il mutuo.

Crede che questa frase sia stata un altro tentativo di far aumentare la mia ansia? Se è così ci sono riusciti.

Purtroppo, non è possibile fornire le rassicurazioni che lei chiede. E, se bastano poche telefonate per portarla in uno stato d’ansia, considerato che la situazione si protrarrà sicuramente per un periodo più o meno lungo, forse vale la pena di impegnarsi a reperire le risorse finanziarie per eliminare il problema. Naturalmente se la cosa è fattibile.

Inutile illudersi, lo scopo dei contatti telefonici martellanti è proprio quello di spossare psicologicamente il debitore per indurlo ad un accordo: poco importa se il debitore per far fronte alla vecchia obbligazione dovrà contrarne un’altra, con un approccio che è senz’altro da sconsigliare.

Occorrono nervi saldi, è necessario mantenere la calma oppure porre fine allo stalking telefonico diffidando la società ad astenersi dal perpetrare questo tipo di condotta, pena denuncia all’Autorità giudiziaria.

Per quanto attiene la minaccia di iscrizione ipotecaria, è vero che è possibile comunque effettuarla. Ma, bisogna anche chiedersi a cosa potrebbe servire. I costi non sono irrilevanti e per avere un senso, nell’ottica di recuperare medio tempore il credito vantato, occorrerebbe esperire un’azione esecutiva finalizzata all’espropriazione, sostenendo altre spese, che il creditore deve infatti comunque anticipare.

Quale il rischio? Che dopo la vendita all’asta il ricavato serva a soddisfare parzialmente il creditore privilegiato, ovvero la banca che ha iscritto la prima ipoteca. Mentre il creditore che ha iscritto ipoteca secondaria resterebbe a leccarsi le ferite senza beccare un cent.

Certo, tutto può accadere, anche un’azione economicamente suicida di questo tipo, ma sarebbe davvero un comportamento anomalo se assunto da una società di recupero crediti.

Alla fine della fiera, è importante comunque una considerazione: se davvero non ci sono le risorse per adempiere, inutile lambiccarsi il cervello prefigurando gli scenari che potrebbero realizzarsi. Tocca continuare a vivere e, se nulla possiamo fare per mutare il corso degli eventi, non ci resta che attendere pazientemente il loro ineluttabile ed implacabile divenire.

17 Febbraio 2016 · Ludmilla Karadzic

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