Avvio di un’attività di lavoro dipendente in corso di fruizione del reddito di cittadinanza – Difficoltà a compilare il modello RDC/PDC COM Esteso perchè la retribuzione è in massima parte commisurata ai risultati

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In famiglia siamo 4 e percepiamo il reddito di cittadinanza: il sottoscritto sta valutando la possibilità di essere assunto da un’azienda la cui retribuzione sarà solo provvigionale. Ci sarà un fisso solo per i primi 3 mesi più provvigioni provvigioni e poi il resto solo provvigionale. (Il contratto è cococo)In caso di assunzione dovrei compilare il modello RDC COM Esteso, che non saprei come compilare visto che non posso sapere in anticipo quanto guadagnerò. Come devo comportarmi in questo caso? Nessuno è riuscito ad aiutarmi. Spero in un vostro gentile riscontro.

In caso di avvio di un’attività di lavoro dipendente in corso di fruizione del reddito di cittadinanza, non si può fare a meno di compilare il modello RDC/PDC COM Esteso e trametterlo all’INPS entro trenta giorni dall’evento, pena la revoca del beneficio.

Quindi dovrà comunicare il reddito (lordo) presunto per l’anno in corso 2022: un dato che è sicuramente presumibile, visto che conosce lo stipendio per i primi tre mesi e che la comunicazione può essere inviata all’INPS entro trenta giorni dall’inizio dell’attività lavorativa. In effetti, la somma dei tre importi fissi (al lordo degli oneri fiscali e contributivi) rappresenta il reddito percepito nel corso del 2022.

Il problema si sarebbe posto se lei avesse cominciato a lavorare ad esempio a inizio 2022.

Qualora nei primi tre mesi di attività le cose andassero (come le auguro) in modo ottimale, allora il massimo che potrà capitarle sarà il dovere restituire tutto o parte del beneficio corrisposto al nucleo familiare di appartenenza.

A gennaio 2023, qualora l’attività si protraesse nel corso del 2023, presenterà un nuovo modello RDC/PDC COM esteso per comunicare il reddito presunto che presumerà di percepire nel 2023: a quel punto le sarà molto più chiaro quantificare quale potrà essere l’importo da comunicare all’INPS, fermo restando che si tratta di un dato approssimato e soggetto a possibili oscillazioni. In pratica, l’INPS sa benissimo che chi percepisce reddito di cittadinanza non possiede la sfera di cristallo per prevedere il futuro.

L’unica cosa da tener presente è che se si dichiara molto meno di quanto effettivamente sarà percepito a consuntivo, il RDC potrebbe venire ancora corrisposto in forma ridotta e potrebbe verificarsi che, a fine anno, essendo i requisiti, previsti per fruire del beneficio, non rispettati, l’INPS richieda la restituzione di quanto corrisposto a titolo di RDC (anche se ridotto) al nucleo familiare.

Peraltro, dichiarando molto più di quanto effettivamente sarà percepito a consuntivo, si rischia di perdere il beneficio reddito di cittadinanza e non riuscire a recuperare gli arretrati a cui si avrebbe diritto.

6 Settembre 2022 · Genny Manfredi



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