Possono mettere all’asta la casa per degli arretrati condominiali?

Ho un debito delle rate condominiali di circa 2700 euro, che sarebbero gli arretrati degli ultimi 3/4 anni. Io cerco di pagare quello che posso, che possono essere mille euro all’anno, oppure 600 come nel 2018.

Guadagno meno di mille euro al mese, ho due figli e sono separata di fatto e purtroppo mio marito non mi dà nulla.

L’altro giorno, l’amministratore del condominio mi ha chiamato dicendomi che, se non rientro nei pagamenti, gli altri condomini sono d’accordo di chiedere la messa all’asta dell’appartamento.

Volevo sapere se è una cosa che veramente possono fare, oppure stanno bluffando perché, con tutti i problemi che ho, questo non mi ci voleva proprio.

Mi spiace signora, ma purtroppo lo scenario illustrato dall’amministratore di condominio è verosimile se lei è proprietaria dell’immobile: provi a chiedere una rateazione del debito condominiale.

Può darsi possa anche trattarsi di un bluff, nel senso che per avviare e portare a termine l’iter giudiziale di espropriazione il condominio deve anticipare spese rilevanti (anche se, alla fine, saranno poste a carico del debitore detraendole dal ricavato della vendita all’asta): tuttavia, se lei non ha uno stipendio o un conto corrente da pignorare, la vendita all’asta della casa resta l’unica possibilità per recuperare la morosità condominiale di cui si è resa responsabile, stante la circostanza che l’eventuale iscrizione d’ipoteca non risolverebbe i problemi contingenti di gestione del condominio che emergerebbero in difetto delle contribuzioni dovute.

In ogni caso, la procedura di espropriazione è lunga e articolata, specie con i tempi della giustizia attuali, richiederà anni e non preclude la possibilità di conversione del pignoramento (pagamento del debito, gravato da spese, nel corso della procedura stessa con estinzione dell’iter espropriativo).

17 Marzo 2019 · Ornella De Bellis

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