Normativa antiriciclaggio e assegni non trasferibili - Arriva la sanatoria?

Sono uno dei tanti, in Italia, che, possedendo un vecchio carnet degli assegni, si è dimenticato di apporre la dicitura "Non Trasferibile" e si è beccato una bella multa, salatissima, per aver violato la normativa antiriciclaggio.

Ho sentito dire che è in dirittura una sorta di sanatoria per quelli che, sfortunatamente, come me sono incappati in questo incidente.

Sapete dirmi di cosa si tratta?

Il Ministero dell'Economia ha individuato una soluzione in merito alla problematica, recente, dei carnet di assegni vecchi privi di clausola di intrasferibilità che hanno fatto scaturire multe per antiriciclaggio: il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare il decreto nei prossimi giorni.

Di cosa si tratta?

Sanzione minima pari al 10% se l'importo è non superiore ai 30 mila euro e applicazione di questa misura per le violazioni commesse nel periodo intercorrente tra il 4 luglio 2017 e la data di entrata in vigore delle nuove regole anche nel caso in cui sia stato già effettuato il pagamento in misura ridotta.

La disposizione mette, così, la parola fine alla vicenda delle sanzioni onerose comminate a chi ha messo in circolazione assegni vecchi di più di dieci anni privi della clausola di intrasferibilità e si è visto comminare delle sanzioni molto elevate.

Sulla questione, il ministero ha condotto un'indagine evidenziando che nessuna sanzione è stata mai irrogata e che, a fronte di 1.692 assegni contestati, in 107 casi è stato scelto di pagare l'oblazione che consente di concludere anticipatamente il procedimento sanzionatorio.

Un ritorno al passato, dunque, con la previsione di una sanzione fissa pari al 10% dell'importo trasferito per importi non superiori ai 30 mila euro e la previsione di una applicazione della legge più favorevole al utilizzatore dell'assegno.

L'articolo 2 comma 1 lettera c interviene modificando le disposizioni antiriciclaggio (dlgs 231/2007) modificando l'entrata in vigore (articolo 69) nel senso che Per le violazioni commesse anteriormente all'entrata in vigore del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90 si applica la legge vigente all'epoca della commessa violazione, se più favorevole, ivi compresa l'applicabilità dell'istituto del pagamento in misura ridotta.

Prima di questa modifica a disposizione stabiliva che la legge più favorevole all'epoca della violazione si applicava solo per le violazioni commesse anteriormente all'entrata in vigore del presente decreto» (il 231/07).

Inoltre, è stato specificato che le nuove sanzioni si applicano se più favorevoli anche alle violazioni commesse nel periodo intercorrente tra il 4 luglio 2017 (entrata in vigore delle nuove regole antiriciclaggio) e la data di entrata in vigore del decreto, il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, anche nel caso di pagamento delle oblazioni.

Il costo dell'operazione è stato quantificato in circa un milione di euro. Più precisamente, 958 mila euro per il 2018 e 100 mila euro, per il 2019.

Il decreto modifica, in maniera retroattiva, anche l'utilizzo dei dati per le verifiche fiscali ai fini anche dello scambio di informazioni tra amministrazioni estere.

È previsto, infatti, che le autorità fiscali avranno accesso ai dati e alle informazioni sulla titolarità effettiva delle persone giuridiche e trust.

L'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza, poi, avranno accesso, sempre durante i controlli fiscali, ai documenti, ai dati e alle informazioni acquisiti in assolvimento dell'obbligo di adeguata verifica della clientela.

10 maggio 2018 · Gennaro Andele

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