Non riesco ad incassare assegni perché non ho un conto corrente e in passato sono stato dichiarato fallito – Come fare?


Conto corrente e libretto di deposito

Siete la mia unica speranza: in pratica ho venduto il mio negozio e il compratore mi ha rilasciato diversi assegni: fin qui tutto normale e l’operazione di vendita è stata fatta con una nuova società tipo una newco intestata a me e domani dovrei incassare il primo assegno di 16 mila euro. Il problema è che nessuna banca vuole aprire un conto corrente a questa newco perchè qualche anno fa il sottoscritto è stato amministratore di una società fallita. In pratica non ho proprio idea di come fare ad incassare questi assegni.

Un situazione del genere non si risolve certamente dalla sera alla mattina: può aprire un conto corrente on line con un istituto bancario di diritto svizzero, maltese o sanmarinese dal momento che, ormai, questa operazione non è più un problema, anche per un fallito o un soggetto protestato in Italia. Dovrebbe poi, se non vuole essere costretto ad un viaggio per accreditare i titoli, convincere l’acquirente del negozio ad effettuare bonifici sul conto corrente a lei intestato in sostituzione degli assegni. Potrà poi effettuare pagamenti utilizzando bonifici dal conto corrente che avrà ottenuto, oppure prelevando il contante tramite carta bancomat/prepagata fornita dalla banca (quasi mai viene concesso un carnet assegni).

Una seconda soluzione è quella offerta dall’apertura di un libretto postale nominativo (che non è associato ad un conto corrente), su cui si potranno versare gli assegni e, successivamente, prelevare il contante, anche con l’ausilio di una carta bancomat o prepagata (carta libretto). Anche qui i tempi tecnici per disporre degli importi non sono immediati: occorreranno almeno un paio di settimane.

Infine, ci si può recare presso uno sportello della banca emittente e chiedere di incassare in contanti, dal momento che l’assegno è pagabile a vista. Tuttavia la banca, prima di pagare l’assegno, deve naturalmente verificare, innanzitutto, che vi sia disponibilità dell’importo facciale sul conto corrente del traente (verifica copertura assegno). Poi, in conformità alle disposizioni normative vigenti in materia di antiriciclaggio e finanziamento del terrorismo internazionale, la banca emittente ha anche l’obbligo di identificare compiutamente il beneficiario e registrare i suoi dati, il che avviene creando una apposita scheda anagrafica (NDG o Numero Direzione Generale in ambito tecnico bancario). Sulla base delle informazioni acquisite, contestualmente al pagamento dell’assegno (anche in questo caso occorrerà aspettare almeno una settimana) e al fine di evitare il coinvolgimento dell’Istituto in fatti di riciclaggio e/o terrorismo, l’operazione di prelievo potrà essere oggetto di segnalazione alle competenti Autorità di Vigilanza.

13 Marzo 2018 · Simonetta Folliero

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