Mutuo cointestato per immobile di cui mia moglie è proprietaria e dalla quale ho ottenuto separazione legale

Al momento dell’acquisto della casa coniugale, io e la mia allora moglie abbiamo deciso di intestarla a lei, perché io ero già proprietario di una casa; il mutuo è stato, invece, cointestato e l’anticipo versato al 50%.

5 anni dopo ci siamo separati consensualmente ed è stato deciso che lei, con nostro figlio minorenne, continuasse a vivere nella casa in questione. Ora mi trovo a versare l’assegno mensile per mio figlio di 500€, il 60% delle spese straordinarie e il 50% del mutuo (circa 400€) essendo appunto cointestato.

Non avendo un buon rapporto con la mia ex moglie, non potendo perciò sperare di uscire consensualmente dal mutuo o di altri accordi a mio favore, vorrei sapere dov’è il limite dei miei diritti in merito a:

1) recuperare l’anticipo versato per l’acquisto della casa e/o le rate del mutuo versate prima della separazione e/o quelle versate dopo la separazione.

2) non uscendo dal mutuo, se ho diritto a una riduzione della quota versata per il figlio, in virtù dei 400€ versati mensilmente per il mutuo.

3) se la mia ex moglie si accollasse il mutuo (previo accordo della banca), devo versare una quota per “pagare” un tetto a mio figlio o sarebbe sufficiente il mantenimento di 500€?

4) ho il diritto di chiedere che lei si accolli il mutuo essendo proprietaria senza intenzione di vendere l’immobile?

Se nell’accordo consensuale di separazione legale non è stato definito l’assetto del patrimonio coniugale, (peraltro nemmeno ci informa sul regime vigente durante il coniugio, di comunione o di separazione dei beni) l’unica cosa che può fare è affidarsi ad un bravo avvocato ed avviare un contenzioso giudiziale per tentare di tutelare al meglio i suoi interessi (naturalmente se ha soldi da spendere e può attendere un decennio prima di sapere se ha torto o ragione).

Come forse saprà, quello su cui intende muoversi, è un terreno più scivoloso degli altri in materia giudiziaria (il che è tutto dire): non c’è nulla di certo e non esistono diritti. La sentenza dipende dalla fortuna, dai giudici chiamati a pronunciarsi, dall’età e dalla salute del ricorrente: se si è giovani e si gode di ottima salute c’è qualche speranza ragionevole di sapere come andrà a finire.

15 Novembre 2019 · Marzia Ciunfrini

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