Differenza tra recupero crediti ed equitalia

Siamo una famiglia residente all’estero da 6 mesi, in regola ed iscritti all’AIRE: siamo in una paese della comunità europea, abbiamo una casa di proprietà, un’attività commerciale, ed inoltre mia moglie lavora come dipendente.

In Italia non possediamo nulla, abbiamo un figlio di 5 mesi.

Un mese fa è stata ritirata una raccomandata a/r Equitalia a Roma, essendo un importo molto irrisorio abbiamo effettuato il pagamento.

La mia domanda è: se non avessimo pagato?

Vengo ad esporre il problema più serio, in Italia abbiamo lasciato un debito di € 300 che non abbiamo più pagato, intestato a me ed a mia moglie, che ha scadenza nel 2023, inoltre non abbiamo più pagato nemmeno 2 carte revolving, una per € 125 l altra per € 98.

Ho letto che Equitalia puó pignorare i beni personali, stipendi ecc., anche all’estero, ma il recupero crediti della finanziaria puó farlo?

In breve non penso di ricevere più Equitalia, ma purtroppo il prestito e le rate dell cc revolving non potrò mai piu pagarle, cosa può succedere?

Recentemente sono stati formalizzati accordi in ambito UE per la cooperazione fra i paesi membri nel recupero crediti di tipo esattoriale, ovvero per la riscossione coattiva di somme dovute allo Stato. In un tale contesto, la possibilità di mutuo accesso alle informazioni registrate nelle anagrafi tributarie dei paesi che hanno sottoscritto l’accordo, rende abbastanza agevole l’individuazione dei beni da pignorare al debitore (immobili, conti correnti, stipendi da lavoro dipendente).

Anche nel campo privato, tuttavia, banche, finanziarie e i creditori in genere, possono riscuotere all’estero: le società di recupero crediti, e soprattutto gli studi legali, si rivolgono a loro omologhi che operano nel paese in cui il debitore si è stabilito. A differenza del recupero crediti esattoriale, in questo caso, per l’individuazione dei beni da sottoporre a pignoramento, è spesso necessaria una vera e propria attività investigativa.

In ambito esattoriale, a vantaggio del debitore, gioca la circostanza che una cosa è sottoscrivere le procedure di cooperazione ed un’altra è realizzarle in modo efficiente. in ambito privato, invece, la linea discriminante fra l’avvio di una attività di ricerca di immobili, conti correnti e stipendi nella disponibilità del debitore e l’inerzia del creditore, con contestuale iscrizione delle somme a perdita (o il perpetuare di comunicazioni che evitino la prescrizione), è rappresentata dagli ulteriori costi necessari per l’individuazione dei beni, anche considerando che il debitore potrebbe non disporne affatto.

In entrambi i casi, dunque, ciò che conta è l’entità del credito da recuperare. Per banche, finanziarie e privati, in particolare, proprio alla luce di quanto fin qui esposto, gioca un ruolo rilevante non tanto l’entità del debito complessivo, ma quello riferito al singolo creditore. Almeno fino a quando banche e finanziarie non troveranno un accordo per consorziarsi ed istituire una centrale unica per il recupero crediti.

12 Gennaio 2015 · Carla Benvenuto

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