Decreto ingiuntivo – Decorrenza dei tempi per l’opposizione e problematiche varie





In caso di giacenza dell'atto per mancata consegna al destinatario, la notifica si perfeziona 10 giorni dopo la data di inizio giacenza





Ho ricevuto un decreto ingiuntivo di pagamento per circa 4 mila euro al quale ho facoltà di ricorrere entro 40 giorni, trascorsi i quali diventerà esecutivo e si procederà all’esecuzione forzata: vorrei provare a contattare il creditore per mediare una rateizzazione ma ho poche speranze, anche perché attualmente sono in Cassa integrazione al termine della quale saremo licenziati.
La mia paura è che venga pignorato il conto corrente dove verrà accredita la CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) non ancora pagata) e il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) al seguito del licenziamento collettivo: come posso fare?
1) i conti pignorati saranno solo quelli attivi al momento o anche quelli che saranno aperti successivamente?
2) il termine di 40 giorni per opporsi al decreto ingiuntivo è dalla data della notifica?
2) il giudice di pace ha emesso il decreto ingiuntivo in data 20/09/2023, ma l’avviso di raccomandata è datato 24/10/2023 ed è stata ritirata il 04/11/2023, la raccomandata porta la data di spedizione 20/10/2023: siamo nei tempi corretti?

Dal conto corrente dove vengono accreditate le competenze della cassa integrazione guadagni, in caso di pignoramento e successivo blocco delle operazioni abilitate per il correntista, potrà sempre prelevare, rivolgendosi al responsabile di filiale, un importo fino a tre volte la misura massima dell’assegno sociale (circa mille e 509 euro), così come disposto dall’articolo 545 del codice di procedura civile.

Per evitare il pignoramento del TFR, qualora lasciato in azienda, si potrebbe tentare di aprire un ulteriore conto corrente comunicando all’azienda le nuove coordinate su cui accreditare il TFR e confidando nel fatto che il creditore procedente non operi anche con pignoramento presso il datore di lavoro e non acceda all’anagrafe tributaria dopo l’apertura del nuovo conto corrente.

Nella fattispecie, se l’avviso di inizio giacenza, dopo l’infruttuoso tentativo di consegna del decreto ingiuntivo al debitore, temporaneamente irreperibile, porta la data del 24 ottobre 2023, il decreto ingiuntivo deve ritenersi regolarmente notificato al destinatario decorsi 10 giorni dalla data di inizio giacenza, ovvero il 2 novembre 2023. Allora c’è tempo per presentare ricorso fino al 12 dicembre 2023. Ma, naturalmente, per evitare complicazione nel computo dei termini, meglio depositare il ricorso con qualche giorno di anticipo.

6 Novembre 2023 · Patrizio Oliva


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