Chiusura conto corrente su cui ci sono uno scoperto di fido ed un RID per il pagamento rate mutuo

Vorrei chiedere se, secondo voi, è possibile chiudere un conto corrente nel quale c'è un utilizzo del fido di 2 mila e 500 euro e una carta di credito. Nel caso vorrei chiedere se è possibile rateizzare l'importo totale tra carta di credito e fido di circa 5 mila euro totali.

Dallo stesso conto viene prelevata mensilmente la rata del mutuo, che voi sappiate potrei pagarla alla banca (nel caso chiudessi il conto oppure se il conto venisse bloccato) in altre modalità, per esempio da un altro conto corrente a un conto corrente bancario?

Questo perché vorrei evitare di saltare le rate del mutuo.

Al cliente è riconosciuto il diritto di recedere in ogni momento dai contratti di conto corrente, senza penalità e senza spese, sulla base di quanto disposto dall'articolo 120 bis del Testo Unico Bancario (TUB). Naturalmente la banca provvederà al recupero delle spese sostenute in relazione a servizi aggiuntivi richiesti dal cliente in occasione del recesso e dell'eventuale saldo a debito nonché alla segnalazione del nominativo del cliente in Centrale Rischi.

Anche l'Arbitro Bancario Finanziario (decisione 689/2015) ha affermato che il cliente ha diritto di recedere in qualsiasi momento, da un contratto di conto corrente, senza penalità e senza spese, anche in presenza di un eventuale saldo debitore (in rosso) al momento di esercizio del relativo diritto.

Le rate del mutuo possono essere pagate anche con bonifico a favore della banca mutuataria: in ogni caso è possibile ricorrere, prima della chiusura del conto corrente, alla portabilità del mutuo presso altra banca (sempre che si trovi un istituto disponibile).

Bisogna ricordare, tuttavia, che è legittimo il rifiuto della banca alla chiusura del conto corrente se le parti hanno espressamente pattuito, ad esempio, nell'ambito di un contratto di mutuo, che l'operazione deve essere regolata attraverso il conto corrente acceso presso la banca: con tale clausola il cliente sostanzialmente rinuncia, fino a che il mutuo fosse risultato in ammortamento, ad avvalersi del potere di recedere dal contratto (decisione Arbitro Bancario Finanziario 6045/14).

7 agosto 2016 · Carla Benvenuto

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