Buoni fruttiferi postali cartacei, anni 90, vanno dichiarati nella DSU/ISEE?


Vorrei richiedere il reddito di cittadinanza e rispetto tutti i requisiti previsti dalla legge, residenza, reddito, patrimonio immobiliare (non ho casa di proprietà) e beni durevoli (ho macchina ma vecchia), tranne, forse, uno, quello relativo al patrimonio mobiliare, elemento su cui verte la mia domanda.

Facendo la richiesta a Poste Italiane di indicarmi tutti i rapporti in essere per poter fare l’ISEE (ho sempre avuto a che fare con Poste, mai avuto conti, investimenti, ecc. con altri istituti), quindi tutto ciò che risulta per l’anno 2020, sono venute fuori la carta postepay con 2010euro e buoni fruttiferi postali per un valore nominale complessivo di 1500€. Il fatto è che in questo rapporto, come è espressamente segnalato, non compaiono buoni fruttiferi sottoscritti prima del 2005 ed io sono cointestatario di due Buoni risalenti agli anni 90 (di cui m’ero proprio dimenticato), per un valore nominale complessivo di 10 milioni di lire: essendo io cointestario con un’altra persona, dovrei essere titolare del 50% della quota, quindi 5 milioni ovvero 2582 euro.

Come potete capire, con questi due Buoni supererei, seppur di poco, i 6 mila euro previsti come soglia del patrimonio mobiliare (vivo da solo, nessuna invalidità/handicap).

Allora vi chiedo: questi due Buoni vanno necessariamente dichiarati sia ai fini ISEE che per il RdC o, dato che Poste Italiane non me li ha rilevati, posso non farlo? Forse che c’è qualche norma che mi sfugge che prevede che i buoni antecendenti il 2005 non valgono ai fini della dichiarazione ISEE?

Grazie anticipatamente a chi risponderà.

L’articolo 5 (Indicatore della situazione patrimoniale) comma 4 lettera b del DPR 159/2013 (Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente – ISEE) stabilisce che il patrimonio mobiliare é costituito anche dai titoli di Stato ed equiparati, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi ed assimilati, per i quali va assunto il valore nominale delle consistenze alla data del 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione della DSU.

Gli istituti di credito e Poste Italiane devono adempiere alle richieste di estratto conto presentate dal cliente limitatamente agli ultimi dieci anni: i dati relativi al buono fruttifero postale sono sicuramente presenti nell’anagrafe patrimoniale dell’Agenzia delle Entrate.

Che possano venir fuori in seguito ad un controllo sulla veridicità della Dichiarazione Sostitutiva Unica presentata dal richiedente RDC ed omissiva di tali buoni postali fruttiferi, lo sa solo Iddio (forse).

19 Febbraio 2022 · Roberto Petrella



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