Azienda familiare e morte del titolare: se figli rinunciano all'eredità chi chiude l azienda?

Il titolare dell'azienda familiare è deceduto e i figli che ci lavoravano per vari debiti inps e agenzia entrate rinunciano all'eredità: in questo caso possono chiudere l'azienda con chiusura partita iva inps o risultano che accettano eredità?

La chiusura della partita IVA e della posizione INPS del defunto non è un problema che deve riguardare i chiamati all'eredità che hanno intenzione di rinunciare.

L'accettazione dell'eredità può, infatti, essere desunta anche dal comportamento del chiamato, che abbia posto in essere una serie di atti incompatibili con la volontà di rinunciare o che siano concludenti e significativi della volontà di accettare.

Ora, la chiusura della partita IVA e della posizione INPS, in particolare, non dovrebbero, a nostro parere, costituire atti concludenti con l'accettazione dell'eredità: ma, nel dubbio e nell'ambiguità della normativa, meglio astenersi per non rischiare di incappare in qualche funzionario della Pubblica Amministrazione che presuma il contrario e che costringa coniuge superstite e figli ad un lungo e dispendioso contenzioso.

Parafrasando l'amabile onorevole Antonio Razzi che meritatamente siede nel nostro rispettabilissimo Parlamento, il consiglio disinteressato è: Fatevi li [R]azzi vostri!

8 gennaio 2018 · Patrizio Oliva

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Altre discussioni simili nel forum

apertura e chiusura attività
eredità e successione
rinuncia ad eredità

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Problemi di evasione contributiva con INPS
Avrei necessità di chiarimenti ed indicazioni su come comportarmi di fronte al problema con l'INPS che vado a descrivere. Ad Aprile del 2009 ho aperto partita Iva in qualità commerciale (Agente di Commercio) A Dicembre 2010 ho chiuso detta partita Iva Le operazioni di apertura e chiusura sono state eseguite ...
Revoca assegnazione casa familiare e assegno di mantenimento per figli maggiorenni e privi di reddito
La normativa vigente prevede la revoca dell'assegnazione, quando il coniuge cessi di abitare stabilmente nella casa familiare, conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio. La Corte Costituzionale ha interpretato la norma, nel senso che comunque debba essere salvaguardato l'interesse dei figli minori o maggiorenni, ma non economicamente autosufficienti. Nel caso ...
Cessione d'azienda e di ramo d'azienda - Dei debiti risponde l'acquirente o l'alienante?
La regola generale prevede che nel trasferimento dell'azienda i creditori aziendali possono contare sulla responsabilità sia dell'alienante che dell'acquirente, entrambi obbligati in solido. La previsione della solidarietà dell'acquirente dell'azienda nella obbligazione relativa al pagamento dei debiti dell'azienda ceduta è posta a tutela dei creditori, e non dell'alienante: sicché, essa non ...
Revoca dell'assegnazione della casa familiare - I figli hanno comunque diritto al mantenimento finalizzato a procurare loro un nuovo alloggio
Il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli. Dell'assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l'eventuale titolo di proprietà. Il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l'assegnatario non abiti o cessi di abitare ...
Cessazione della convivenza more uxorio - Il genitore affidatario dei figli ha diritto ad abitare la casa familiare
La convivenza more uxorio, quale formazione sociale che dà vita ad un autentico consorzio familiare, determina, sulla casa di abitazione ove si svolge e si attua il programma di vita in comune, un potere di fatto basato su di un interesse proprio del convivente ben diverso da quello derivante da ...

Briciole di pane

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti


Cerca