A quanto ammonterà il pignoramento della mia pensione?

A causa di un vecchio debito, che non sono riuscito a rimborsare, mi è arrivata il 17 marzo 2017, una lettera dove il giudice mi intima di pagare entro 40 giorni, altrimenti procederà alla riscossione forzata (presumo pignoramento della pensione).

Ora la mia domanda è questa: percepisco 1100 euro mensili netti di pensione, decurtati da una cessione del quinto che ammonta a 200 euro mensili, che pago sulla pensione. Faccio presente che ho moglie e figlio a carico.
Quanto possono pignorarmi?

Dai miei calcoli (non so se corretti) il calcolo è questo: 1300 euro senza decurtazione della cessione del quinto, meno minimo vitale di euro 678,46 porta un risultato di euro 622. Sarebbe questa la parte pignorabile?

Oppure devo considerare i 1100 euro meno il minimo vitale pari a 422 è questa la parte pignorabile?

Faccio altresì presente che nel conto corrente Posta dove arriva la pensione, non ho denaro depositato, dato che la pensione mi serve per sopravvivere!

Per il calcolo della quota pignorabile, la pensione va considerata al netto degli oneri fiscali, ma al lordo della eventuale cessione volontaria del quinto trattenuta direttamente dall'INPS, cessione che, praticamente, svolge un ruolo di attenuazione sul prelievo solo quando sulla stessa pensione insistono pignoramenti concorrenti promossi da creditori esattoriali (Equitalia o concessionari locali della riscossione), creditori ordinari (banche, privati e finanziarie) e creditori alimentari (coniugi divorziati o separati e figli non economicamente autosufficienti).

Non è questo il caso: riferendosi ai suoi conteggi va preso come corretto il calcolo che porta alla determinazione di una quota pignorabile di 622 euro (dando per buono l'importo di 678 euro come quello equivalente al minimo vitale, pari al massimo dell'assegno sociale aumentato della metà). Ne consegue che il creditore procedente riuscirà ad ottenere dalla sua pensione 124 euro/mese circa.

22 marzo 2017 · Ludmilla Karadzic

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